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CHI GIOCA DI PUNTIGLIO PAGA DI BORSA

30 Set

CHI GIOCA DI PUNTIGLIO, PAGA DI BORSA

Vecchio adagio che in modo eloquente ci dice che LA COCCIUTAGGINE E IL PUNTIGLIO SI PAGANO alla fine le cose che non vanno tornano in evidenza e creano problemi.
Un Governo fatto tra due parti così diverse tra loro non dura a lungo, soprattutto se uno dei due, in questo caso il PD non riesce a superare le barriere ideologiche e il sentimento di vendetta tipico dei puri del PD, che cova da oltre venti anni nei confronti di chi appunto da vent’anni lo tiene fuori dal potere o come in questo caso lo costringe a fare cose contrarie ai propri desideri.
Alla fine Berlusconi, che non ragiona con la logica della politica, rompe gli indugi e chiede ai suoi ministri di dimettersi.
Il Governo Letta è giunto alla fine della sua corsa, in modo neanche inatteso, perché è dai primi giorni che il PDL recita la litania, “o si fanno le cose concordate o noi ce ne andiamo”.
A nulla valgono le dichiarazioni del Presidente Napolitano, che rimane anche lui prigioniero delle vecchie logiche del PCI, rimane sordo alle richieste del PDL e traccheggia.
Solo oggi parla di “riforma della giustizia” “d’indulto e amnistia”; una riforma che il PD ha sempre ostacolato, ossessionato dal tarlo “ Berlusconi. Occuparsi della questione Berlusconi va contro la logica politica della sua parte, e quindi in un certo modo scansa il problema. La situazione non è facile.
Riformare e fare un possibile favore a Berlusconi?
Mai!
Così facendo, per non fare un possibile favore a Berlusconi, la riforma della Giustizia non si affronta e non si fa, e migliaia di persone soffrono in carceri sovraffollate e inutili ai fini del recupero della persona, come invece vorrebbe la Costituzione, difesa a oltranza dalla sinistra italiana ma applicata in modo selettivo da alcuni esponenti della nostra Magistratura, secondo il credo politico o delle simpatie.
Ora che Berlusconi è stato finalmente condannato, e forse ingiustamente, si può procedere: il nemico è vinto e messo alle corde, anzi reso inoffensivo.
Vittoria!
Questo è ciò che credevano, quelli della sinistra e in particolare quelli del PD, sbagliando.
La realtà è abbastanza diversa, e il PD che non riesce a uscire dagli schemi e dalla mentalità del vecchio PCI, insiste imperterrito senza rendersi conto che così facendo, sicuramente favorisce la sua opposizione ora Forza Italia, e trasforma Berlusconi in un martire.
Alle prossime elezioni ormai vicinissime gli elettori si ricorderanno di tutto ciò che è accaduto e potrebbero riportare i moderati al governo dell’Italia.
Possiamo solo sperare nel buon senso degli Italiani che anche se stufi di questa politica vadano a votare in massa.

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PRIMARIE DI COALIZIONE DELLA SINISTRA:BERSANI HA VINTO, LA SINISTRA HA PERSO

3 Dic

 

La votazione di domenica due dicembre ha chiuso la kermesse delle primarie della coalizione di centro sinistra con la vittoria di Bersani, ora candidato premier alle prossime elezioni politiche.

Il fatto di non permettere di votare, a chi non aveva potuto votare al primo turno, (ne hanno accettati ottomila su centoventottomila che si erano iscritti on-line), già ha dato un messaggio negativo.

Una rigidità-convenienza dettata dalla paura, che i sostenitori di Renzi potessero ribaltare il risultato, e ciò nonostante il dichiarato appoggio di SEL di Vendola che aveva il quindici percento e che dichiarava di appoggiare Bersani.

Gli apparati e i vecchi sostenitori del PCI ora del PD hanno avuto altrettanta paura del nuovo così ben rappresentato dal giovane Matteo Renzi, e hanno preferito restare con ciò che conoscono, e col passato.

Pur avendo a disposizione un giovane leader con nuove idee, carismatico, chiaro nelle sue proposte, la sinistra non l’ha scelto, perdendo l’occasione per tagliare in modo netto col passato, quello delle contrapposizioni fine a se stesse, dell’ideologia comunista fallita ovunque e sopravissuta in Italia nonostante tutto ciò che si è visto e saputo nel mondo.

E’ così che chi è cresciuto all’ombra dell’ideologia comunista e che rappresenta lo zoccolo duro che ha sempre votato PCI in passato e ora PD, votando per il più Bersani, di fatto sta impedendo il rinnovamento.

Matteo Renzi rappresenta il quaranta percento di chi ha votato le primarie, e la percentuale sarebbe stata ancor maggiore se avessero permesso di votare liberamente, perché Renzi e le sue proposte sono piaciute anche a chi del PD non era.

Bersani comunque avrà un compito non facile, sia per la situazione economica generale, che non gli consentirà di fare quello che dice, ma soprattutto per la novità della proposta politica di Matteo Renzi, che influenzerà in modo consistente l’offerta politica futura del centrosinistra.

Bersani dovrà calibrare molto bene il suo programma perché, l’aumento dei consensi del PD secondo i recenti sondaggi di un buon trenta percento sui precedenti sondaggi, possa consolidarsi.

Un equilibrio da mantenere tra due posizioni opposte quella di Renzi e quella di Vendola, due anime che sembrano incompatibili a una prima analisi, ma che forzatamente dovrà essere trovato.

Il rischio di vedere scendere i consensi, recuperati quasi miracolosamente in poco tempo, proprio a causa della presenza del dibattito pubblico Renzi-Bersani, conclusasi come sappiamo, è reale e consistente, ed è anche per questo che è possibile dire che Bersani ha vinto e la sinistra italiana ha perso.

Saprà la destra, ora divisa, confusa, apparentemente senza idee e senza guida ritrovarsi? Dobbiamo sperarlo per il bene dell’Italia. Il Paese ha bisogno di essere governato e di formazioni politiche forti e sane.

Monti ha tracciato la strada adesso aspettiamo chi dovrà giocoforza seguirla.