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Il bla bla bla della stampa

26 Feb

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Il circo mediatico del bla bla bla.

I giornalisti devono fare il loro mestiere, o almeno dovrebbero informare il pubblico sui fatti e sugli accadimenti in modo puntuale e preciso, senza però condire l’informazione di contenuti sfacciatamente o nascostamente politici.
La libertà d’informazione è una cosa molto rara ai nostri giorni.
La stragrande maggioranza dei giornalisti accasati, voglio dire quelli che lavorano in particolare per giornali schierati, passano un’informazione deformata e si limitano a trasmettere ciò che al giornale o al partito va bene.
I silenzi su altre notizie che potrebbero danneggiare la loro parte, sono innumerevoli, e per chi capisce di politica fragorosi.
Sarebbe utopico pensare di avere un’informazione neutra, ma c’è un limite a tutto.
I talk show sono l’esempio e la certificazione di ciò che stavo dicendo sopra.
Seguo giornalmente  trasmissioni di talk show che registro quando non posso assistervi in diretta, ma che vedo poi e gioco forza analizzo.
I conduttori portano il discorso dove pare loro, anzi dove la direzione li obbliga a portarlo.
Ne esce così un’informazione drogata che assolutamente non consente al semplice cittadino che ascolta di capire le cose, come sono.
Ancora peggio il cittadino che non è preparato assorbe un ‘idea distorta che lo porta  a conclusioni errate.

Come sempre è una questione di etica professionale e di morale; due aspetti dell’educazione di base che si acquisiscono sin dai primi anni, prima in famiglia e poi fuori nel mondo, nella società.

Quando Renzi dice che dobbiamo partire dalla scuola ha ragione, ma quale è la formazione di chi insegna.?
Per esperienza personale devo dire che nella scuola il livello della formazione è desolatamente basso  e molto politicizzata. 
I difetti dei giornalisti nostrani sono gli stessi di un numero consistente degli insegnanti.
Dalla mia finestra vedo la scuola elementare e vedo cosa fanno i maestri quando c’è la ricreazione, sono riuniti tra loro discutendo di tutto meno che della scuola e dei suoi problemi, mentre i bambini sono lasciati incustoditi.
Un lavoro come un altro.
Non parliamo poi delle manifestazioni  nella scuola ,tutte politiche e sempre di un solo indirizzo, a sinistra.
L’educazione quindi è la responsabile dei nostri guai.
Il concetto di sinistra che siamo tutti uguali, quando invece non è vero, ha appiattito tutto.
la guerra al merito e il sentimento d’invidia  che si genera verso chi emerge,sono i responsabili dello sport più in voga , quello di mettere il bastone tra le ruoteuna prova?
Renzi che almeno a parole prova a fare qualcosa che possa sbloccare lo status quo, non ha ancora cominciato che già cercano di minarlo e di boicottare, facendo il processo alle intenzioni o agitando dietrologia come il conflitto d’interessi presunto. Un fantasma agitato per confondere le idee.
Vietato cambiare lo status quo e la burocrazia .
Renzi non si è ancora sistemato in cima alla pianta nel nido di comando che già scuotono la pianta con l’idea di farlo cadere

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Essere o non essere..

22 Feb

ESSERE O NON ESSERE…..

Alla fine dopo quasi tre ore d’attesa, che ha generato una quantità di illazioni e previsioni della stampa e dei commentatori, Renzi è uscito dalla famosa porta .
Visibilmente in imbarazzo ha letto l’elenco dei ministri che hanno riservato sorprese e ribaltato le aspettative dei cosidetti esperti.
Chi si aspettava una lista di competenti e pronti a mettere mano ai reali problemi della nazione è rimasto deluso.
La prima novità dichiarata : “finalmente un governo con una parità di genere” come dire che basta essere femmina per avere capacità.
Essere donna ha certamente valori diversi per natura e  sensibilità  ma niente ha a che vedere con la competenza, ingrediente indispensabile per fare cose, qualsiasi cosa.

Essere giovani, altra qualità rivendicata.

Bene per il maggior entusiasmo e la  grinta, sempre che siano caratteristiche che l’eletto possiede, che da sole però non possono compensare l’inesperienza o la non conoscenza dell’argomento.

Per il resto un misto di manuale Cencelli e desideri di Napolitano.

Sallusti lo ha chiamato Napolitano tre!

Eh si perché il nostro amato Presidente ci ha messo le mani e come!
Ha in realtà impedito a Renzi di fare un suo governo, almeno quello che aveva in mente.

Due ore e mezzo a discutere e trovare alternative sono servite a diminuire l’identità Renziana del nuovo governo.

Un inizio difficile che aumenta le incertezze del prossimo futuro del governo e sopratutto dell’Italia.

Il dilemma di Renzi rimane essenzialmente quello amletico:

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ESSERE O NON ESSERE

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WordPress su android

5 Feb

Finalmente il programma che tutti quelli come me che usano wordpress aspettavano.

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Gemelli siamesi

Adesso possiamo  pubblicare immediatamente foto e testi e tenere i nostri lettori informati quasi in tempo reale.
A presto
Gigi nava

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m5s L’opportunità e il rischio?

29 Mar

m5s l'opportunità e il rischio.

 

 

Chi non si ferma alle apparenze e segue in modo critico, la politica messa in campo dal M5stelle, l’ha certamente visto sin dall’inizio, sì come stimolo e opportunità di cambiamento ma insieme anche come un possibile pericolo.

 

Nessuno, però pensava che potesse arrivare ad avere oltre il 25 per cento dei votanti, (in realtà il 18,5 per cento degli aventi diritto), sufficiente a creare un potenziale e serio problema al funzionamento dello Stato, almeno così com’è oggi organizzato.

 

Il terreno nel quale il M5stelle ha seminato è molto fertile a causa della crisi che continua, e come hanno dimostrato i risultati, molti hanno risposto col voto di protesta all’incapacità della politica in generale, e delle istituzioni a rispondere ai bisogni reali di tutti i cittadini.

 

La maggior parte della gente l’ha visto e percepito come fustigatore, rinnovatore, moralizzatore, critico, uno che parla chiaro e dice le cose che non vanno, addossando tutte le responsabilità, alla sola classe politica che ci ha sino ad ora governato, dimenticando o sottacendo che la crisi non è solo Italiana, e che viviamo in un mondo che cambia velocemente e sempre più globalizzato.

 

Il voto per il M5S non è un voto di consenso al personaggio Grillo, è un voto di dissenso, di rabbia, di coloro che frustrati, stanchi, di vedere le cose che non vanno, sono infuriati e votano per il primo che gli dice che manderà a casa tutti, cambierà tutto, e promettendo di tutto e di più senza dire come fare.

 

Molti di quelli che hanno votato per Grillo, hanno pensato in modo errato che il fatto di arrivare in Parlamento fosse sufficiente a risolvere i loro problemi il giorno dopo, ignorando completamente che l’Italia è un paese “democratico” per di più con un groviglio di leggi e leggine, filtri e caste che rendono il funzionamento dello stato lento e inadatto a soluzioni veloci, possibili solo in Stati a regime dittatoriale.

 

Grillo non era candidato Premier e perciò non è stato eletto, e quindi non può rappresentarli in parlamento, come sarebbe normale.

 

Nonostante ciò Grillo dall’esterno condiziona gli eletti e li pilota, rendendoli come dei piccoli robot che agiscono a comando, infischiandosi della Costituzione che dice che l’eletto è libero e che può cambiare e decidere di preferire lo schieramento che ritiene più idoneo alle sue nuove idee.

 

La strategia di chi oggi dirige, da fuori, attraverso il web, il Movimento, che impedisce e paralizza la loro attività parlamentare (quasi nulla) in realtà, con metodi vecchi ma applicati in modo nuovo, il rifiuto dell’avversario, la sua negazione, la demolizione progressiva della sua attendibilità, la demonizzazione etc., persegue un progetto di potere assoluto.

 

Il comportamento del M5stelle rischia di sovvertire le istituzioni democratiche, così come le conosciamo non con una rivolta tradizionale, come ne abbiamo viste nei paesi mediterranei africani e medio orientali, ma, sfruttando appunto il sentimento di rabbia e frustrazione della gente, l’inesperienza degli eletti dal Movimento, e la stupidità di politici miopi.

 

E’ imperativo recuperare un grande senso di responsabilità verso la Nazione e il concetto di “servizio” per approfittare dello stimolo portato dal M5Stelle, al rinnovamento, che per alcuni marginali fatti sembra essere timidamente iniziato.

 

Il nostro Presidente Giorgio Napolitano oggi dovrà trovare, alla crisi che pare non avere sbocco, una soluzione, evitando una svolta che può diventare tragica, col rischio che con i panni sporchi si butti via anche il bambino: l’Italia.

 

L’INCARICO

22 Mar

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L’INCARICO.

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Con la lettura di un lungo documento di dieci pagine, fatto inconsueto, il Presidente Napolitano, dietro un’allocuzione degna di un politico navigato, che in realtà vuol dire “esplorativo”, ha annunciato d’avere affidato l’incarico di verificare se esiste una maggioranza certa, a Pierluigi Bersani del PD.

Napolitano ha ripetuto che a causa della rottura fra PD e PDL, evidentemente riconfermata da Bersani, non si può parlare di governo “ di larghe intese”, e pure ha toccato l’argomento, ricordando esplicitamente il centro destra col quale diventa indispensabile trovare un accordo per le modifiche strutturali necessarie, oltre s’intende alla governabilità.

In conclusione, Bersani dovrà portare i numeri e cioè maggioranza certa al Senato, perché grazie al Porcellum, che il PD tanto critica, alla Camera ha ben 200 parlamentari in più dei loro voti.

A questo riguardo ricordo che fu proprio la sinistra a voler modificare la legge di Calderoli per il metodo di conta del Senato, cosa che però nessuno ricorda e tantomeno il PD.

Come riuscirà Bersani nel suo tentativo con una strada stretta e in ripidissima salita, un percorso pieno di sassi che cadono da tutte le parti?

Forse lui lo sa, o almeno lo spera.

Difficile commentare la testardaggine di Bersani,  ma credo che nonostante tutto, abbia il diritto di provare a completare il suo disegno, che nonostante tutta la buona volontà che ci si voglia mettere, non si riesce a vedere nei suoi contorni.

Un “ex comunista” che crede nei miracoli?

In ogni caso Napolitano un sostegno glielo sta dando.

“Vai!” gli dice Napolitano, E Bersani” Vacca boia che salita!”

 

 

 

AVANTI UN ALTRO! se la va la va!

4 Mar

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Questa mattina stavo ascoltando Omnibus, la trasmissione di La7 che tratta di argomenti del giorno con la partecipazione di personaggi della politica di varia estrazione e credo, giornalisti, imprenditori, insomma chi può avere qualcosa da dire sull’argomento in discussione.

 

Michele Emiliano, ex magistrato e sindaco di Bari, dal 2004 ha messo sul tappeto una sua ipotesi di governo: il Movimento cinque stelle alla presidenza con un monocolore e l’appoggio del PD, che dovrebbe votare le proposte del Movimento, almeno quelle che dovessero condividere.

 

Il sindaco ha in pratica rivoltato la frittata, e pensa di mettere la patata  bollente in mano al movimento e quindi a Grillo e Casaleggio.

 

Ci sono seri dubbi che gli attuali regolamenti istituzionali consentano una tale soluzione, ma la proposta nasconde neanche tanto velatamente, il fatto che a sinistra regna la confusione massima, e un solo desiderio.

 

Il PD non vorrebbe perdere l’occasione di definitivamente escludere Berlusconi dalla politica, attraverso la legge “ad personam” (che sarebbe disegnata su misura contro Berlusconi) sul conflitto d’interessi, e attraverso la così detta “giustizia ad orologeria” in atto.

 

 

 

Pur di restare al comando il PD attraverso Bersani è disposto a fare qualsiasi cosa, a subire qualsiasi insulto, tanto che non reagisce nemmeno agli insulti più violenti. Con la fissazione di escludere Berlusconi e il PDL, il PD si scorda che i problemi dell’Italia e degli Italiani sono altri e molto urgenti, senza la soluzione dei quali forse non ci sarà più nemmeno materia di cui occuparsi se non sgombrare le macerie di un Paese che ha bisogno di cure forti e illuminate, fatte da competenti.

 

Ogni azione deve essere rivolta alla rianimazione delle PMI, motore della nostra economia, e che sono le uniche che creano ricchezza e vere opportunità di lavoro e competenze, e smettere di pensare ai famosi “Posti di lavoro” tanto cari ai politici nostrani di sinistra, che da sempre di lavoro non capiscono proprio nulla.

 

Ieri sera Crocetta, il Governatore della Sicilia, sempre del PD rispondendo al rappresentante della Lega Salvini che gli chiedeva cosa avrebbe fatto dei 30.000 forestali siciliani, ha risposto che adesso si parla di stipendio di cittadinanza e che non sono i 500 euro al mese senza contributi, dei (falsi) forestali il problema.

 

Incredibile ma vero! Anche questo è Italia e anche per questo siamo nelle condizioni in cui siamo.

 

Avanti un altro e (s.l.v.l.v.) se la va la va!

 

 

 

 

ve la do io la politica

23 Nov

 

 

VE LA DO IO LA POLITICA!

Il nostro amato Presidente, Giorgio Napolitano, quasi alla fine del suo mandato ha cominciato a dire tutto ciò che pensa, quasi a imitare un suo illustre predecessore, il compianto Francesco Cossiga”il picconatore”.

Intervistato, mentre era in Francia in visita ufficiale, alla domanda ormai vetusta sul futuro di Mario Monti ha voluto chiarire che Monti senatore a vita, non può essere candidato alle prossime elezioni.

Se lo dice Napolitano che ha fior di consiglieri ci sarà del vero.

Come sempre il giorno dopo sono scoppiati nei”talk show” i commenti, i pro, i contro, i distinguo. il bla bla solito che ha stancato tutti e che è una delle  tante ragioni per cui la gente si sta allontanando dalla politica.

Si parla di politica, di antipolitica, viva la politica, abbasso la politica.

Ve la do io la politica, dice con i fatti il nostro Presidente, che sin da molto prima delle dimissioni di Berlusconi, ha condotto la sua azione “politica” in modo silente e intelligente.

Ha messo Monti a capo del Governo, l’ha blindato dagli attacchi dei politici di professione nominandolo senatore a vita e adesso se lo riserva per future azioni.

Viva il nostro Presidente!

 

 

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