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Crimea. La normalizzazione si di Putin

2 Mar

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Crimea. La normalizzazione di Putin.

Finiti i giochi di Sochi, Putin ha smesso l’abito del Bon ton e ha ripreso il suo vero stile.
Nessuno può negare il tremendo potere che oggi è nelle sue mani, grazie sia alla sua storia politica e al controllo che ha sulle fonti di energia quali gas e petrolio.
È un dominio che non solo influenza l’Ucraina, che notoriamente non dispone di fonti energetiche tali da essere minimamente indipendente.
Putin in realtà può condizionare e condiziona anche l’Europa se solo si pensa che oltre il 30% del gas consumato in Europa proviene dalla  Russia passando dall’Ucraina.
Sì può permettere quindi di considerare i lamenti dell’Europa e persino quelli di Obama come relativi, al punto di invadere con truppe senza mostrine ma senza dubbio russe la Crimea.

La maggioranza della popolazione di Crimea è russa e quindi anche la gente sostiene l’intervento giustificandolo come una difesa dell’etnia russa appunto.
Il rischio comunque è elevato e questa mossa di Putin è vista in occidente come una propria e vera aggressione e ingerenza negli affari di uno stato indipendente,come è l’Ucraina.
La storia si ripete, e il paragone con i fatti del 1956 in Ungheria, che ricordo benissimo, sono uno dei tanti esempi che si potrebbero fare per bollare la mossa di Putin a occupare con l’esercito e o carri armati il territorio di Crimea, come una vera invasione, alla faccia della cosiddetta normalizzazione

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RE GIORGIO: BASTA! VE LA DO IO LA POLITICA!

31 Mar

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RE GIORGIO. BASTA! VE LA DO IO LA POLITICA!

 

 

 

Chi ancora sostiene che non siamo in una Repubblica Presidenziale, si sbaglia, forse siamo in una monarchia e Grillo che ha chiamato il nostro Presidente “Morfeo”, dovrà definitivamente ammettere che nonostante i suoi ottantotto anni, Re Giorgio è sveglio, presente e attivo come e più di un giovanotto.

 

Si sa che l’esperienza conta e Napolitano, ne ha molta e in questo caso ascoltando anche, i consigli che arrivano dalla BCE, dall’Europa e da chi ha sale in zucca, ha deciso di fare da solo e ha nominato senza chiedere ai partiti, un gruppo di saggi che dovranno preparare un elenco di cose da fare urgenti e necessari al Paese.

Chi pensava che Re Giorgio si dimettesse dovrà aspettare fino all’ultimo giorno del mandato

 

Di nuovo il metodo dei veti incrociati che rallenta e blocca il nostro paese da sempre, rischia di mettere a repentaglio l’Italia tutta e i suoi cittadini onesti che tutti i giorni devono affrontare i problemi seri e concreti senza tanti bla bla.

 

Re Giorgio ha detto BASTA! Dato che voi politici non siete stati capaci di cavare un ragno dal buco, mettetevi da parte che la politica ve la do io.