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Il delitto di Avetrana.Vedere prevedere.Credere? La sfera di cristallo non serve

9 Dic

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Il delitto di Avetrana, secondo Janete Shire.

Sin dal giorno della notizia della scomparsa di Sarah Scazzi, Janete Shire, sensitiva brasiliana di fama internazionale, che vive in Italia da oltre vent’anni, mi aveva detto che non sentiva la ragazza viva.

 Più precisamente mi disse subito che si trattava di un fatto che interessava l’ambito della famiglia, e che sentimenti e risentimenti famigliari erano alla base della scomparsa.

La responsabilità ricadrebbe sulla cugina Sabrina, poi indiziata e incarcerata, che però si è sempre dichiarata  innocente.

In tutti i delitti, la cosa importante sta nell’identificare quale sia il movente che spinge un individuo a commettere un atto tanto grave.

Sabrina Misseri, la figlia di Michele, ha sofferto la mancanza del padre per lunghi periodi, e ha una mancanza affettiva profonda.

Michele era stato, infatti, lontano dalla famiglia per varie ragioni facendole mancare l’amore e l’affetto che soprattutto una figlia cerca nella figura paterna.

Sabrina vede in Sarah tutto ciò che lei non è o non ha, Sarah è magra, lei è grassa, Sarah è allegra lei non lo è quasi mai, Sarah piace agli altri, lei meno, Sarah è un’adolescente graziosa, allegra, ammiccante, simpatica, una ragazzina molto diversa da lei. Sarah conquista tutti, è una luce in mezzo al gruppo. Sarah ha sempre avuto gli affetti della famiglia.

Sabrina ha un fidanzato, Ivano, che non disdegna attenzioni alla cuginetta.

Sabrina scopre che il padre Michele Misseri ha un interesse segreto per Sarah, una scoperta che la sconvolge.

La situazione è insopportabile e la porta in un momento di raptus a commettere il delitto, un fatto che Sabrina inconsciamente potrebbe anche avere cancellato dalla sua memoria.

Bene, il movente del delitto sarebbe tutto questo.

Il padre, si sente responsabile per l’attrazione e il desiderio che prova per Sarah, si rende conto e sa di essere stato la concausa dell’accaduto. Sarah era il suo tormento.

 Il rimorso lo spinge a far ritrovare il cadavere e si accusa del delitto dichiarandosi colpevole.

Confessa anche che ha denudato Sarah, già morta, un fatto indicativo dell’interesse morboso.

Tutto è stato dibattuto sviscerato indagato supposto, e si continua a dibattere, ma il movente indicato da Janete Shire, immediatamente dopo la scomparsa e divulgato solo ora per mia insistenza, ma col suo permesso, illumina compiutamente la vicenda.

 Nota. Janete Shire è conosciuta per la sua capacità straordinaria di veggenza, e non solo.

I casi di predizione, psicometria, captazione dell’inconscio, che ho personalmente verificato e dei quali moltissime altre persone possono testimoniare, sono numerosissimi e, ogni volta mi sorprendono per la corrispondenza puntuale con i fatti.

Ne cito ad esempio due: il caso del primo presidente democratico del Brasile Tancredo Neves e il caso di Ayrton Senna, il campione della formula uno.  

Entrambi erano stati informati direttamente e con largo anticipo di ciò che sarebbe loro successo.

Il caso del Presidente Tancredo Neves lo trovate in internet, cliccando “morte de Tancredo Neves e Janete”, oppure “Tancredo sabia e Janete”.

 Tancredo sabia è un libro scritto dal medico ricercatore Eliezer Cerqueira Mendes che ha seguito tutta la vicenda di Janete con il presidente.  

 Janete permettendo, scriverò sul mio blog con i dettagli dei due casi e degli altri fatti ai quali personalmente o con altri ho avuto occasione di assistere.  

Vedere, prevedere. Credere? 

La sfera di cristallo, certamente non serve.

 

 

 

 

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HOCKENHEIM 2012

23 Lug

 

VOLONTA’, RICERCA, SVILUPPO, TECNOLOGIA E PROFESSIONALITA’

Ieri, al Gran Premio di formula uno della Germania, a Hockenheim, la Ferrari e Fernando Alonso, battendo tutti gli avversari, hanno vinto la corsa e sono saliti sul gradino più alto del podio.

Un trionfo che va oltre il significato sportivo ed entra a tutti gli effetti nella situazione attuale.

Fernando Alonso l’ha commentato in diretta al momento della sua intervista: il fatto ha anche un significato politico, che a mio parere è socio-politico.

I due paesi mediterranei, che in questo momento sono bersaglio della speculazione internazionale, vedono lo spread di oggi, e dei commenti a volte ironici dei Teutonici, attraverso le due eccellenze, la Ferrari e Alonso ci dimostrano che è possibile primeggiare e farsi valere a livello mondiale, sempre che…………

Alla base del successo ci sono le cinque chiavi del titolo: volontà, ricerca, sviluppo, tecnologia, professionalità.

Ciò che però fa funzionare in modo eccellente tutte queste chiavi, e ne è la condizione indispensabile, è CREDERCI, e FARE ciò che ne consegue.

I mezzi finanziari, fattore importantissimo, ma non unico, nulla potrebbero senza le altre condizioni, anzi, alle volte, il fatto di avere a disposizione molti mezzi, in qualche modo, diminuisce lo stimolo e le possibilità di successo.

Lo stimolo della necessità, infatti, sollecita la fantasia, e la creatività, caratteristiche tipiche degli Italiani e degli Spagnoli, che consente, anche con meno mezzi e meno strutture, il raggiungimento di risultati come questo del Gran Premio di Germania, e di molte altre eccellenze.

Ai successi in tutti i campi, nessuno escluso, corrisponde l’uso corretto degli ingredienti di cui scriviamo.

Impossibile a chiunque realizzare qualsiasi cosa se non si crede, e la Ferrari e Alonso ci credono, così come tutti gli Italiani e gli spagnoli che hanno le caratteristiche menzionate, pensa e credono che sia possibile uscire dall’attuale situazione critica.

Un percorso difficile, che richiede tempo, molto lavoro e molti sacrifici.

Non bastano certamente i pochi che percorrono questa strada.

Il messaggio di ieri è chiaro, dobbiamo solo sperare che un numero sempre più grande di persone, si rendano conto e incomincino a credere che possono, per quanto piccolo sia il loro ambito d’influenza, contribuire alla soluzione dei nostri problemi, realizzando il loro successo personale e quello comune.

Viva la Ferrari, vivo Alonso, viva noi che già crediamo e tutti quelli che crederanno.