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L’IMBARAZZO DELLA CASTA DEL PD

9 Dic

Chi questa mattina segue le notizie dei telegiornali e delle varie trasmissioni televisive dedicate alla politica come Omnibus per esempio si è reso conto dell’imbarazzo dei vecchi esponenti PD espressione della casta del vecchio partito comunista.
Mostrano in viso l’incredulità di quanto è accaduto: Matteo Renzi è diventato il segretario del partito con una larghissima maggioranza e partecipazione.
Quanti dei quasi tre milioni dei votanti sanno per cosa hanno votato? Renzi non rappresenta l’anima del PD classico così com’è inteso dalla base e dall’apparato.
Renzi sta cavalcando un’idea di rinnovamento attraverso l’applicazione concreta delle idee e gli obiettivi dichiarati fanno a pugni con il normale procedere di fare e anche di pensare dei puri e duri del PD.
E adesso?
Il significato politico è enorme, ma le difficoltà che il neoeletto ha di fronte sembrano essere enormi.
Come governare un partito che negli anni ha costruito una struttura interna con uomini espressione del vecchio partito fondatore il PCI, interpreti della “sinistra”storica e convincerli a remare in una direzione quasi diametralmente opposta a quella nella quale hanno sempre remato.
Matteo Renzi dovrà confrontarsi con la caparbietà dell’apparato PD, in pratica cieco e sordo a qualsiasi accadimento e ragionamento logico e pragmatico essendo tradizionalista, refrattario ai cambiamenti imposti dalla situazione e ancora, ancorato pur negandolo, all’ideologia comunista.
I cambiamenti dell’apparato dello Stato sono ancora più problematiche.
Le caste della burocrazia e della Giustizia freni a ogni cambiamento e responsabili dell’immobilità e dell’inefficienza complessiva, sono e saranno lì per impedire che il cambiamento avvenga, ciò che hanno pervicacemente osteggiato nascondendosi dietro la Costituzione, per fare i propri interessi di parte: basti vedere quanto si portano a casa, durante il supposto lavoro e poi con la pensione.
E intanto l’economia italiana continua a scivolare verso il basso rendendo la situazione sociale sempre più critica e per molti versi, esplosiva.
Matteo Renzi interpreta una nuova sinistra? Certamente sì. Da qui il grande imbarazzo della casta del PD.

VAI AVANTI TU! CHE A ME VIEN DA RIDERE.

1 Mar

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Concluse le elezioni, mi ero chiesto “ e adesso?” illustrando un Bersani che come Amleto, si stava chiedendo cosa fare, con chiusura una domanda: Governissimo?

 

La prima dichiarazione del leader del centrosinistra ha evidenziato tutta la fragilità e l’inesistenza di una qualsiasi forza necessaria ad affrontare la delicatissima e intricata situazione che la consultazione politica ha lasciato.

 

Il tentativo di coinvolgere il Movimento cinque stelle nel rito dell’abituale approccio della vecchia politica,per tentare di ammorbidire Grillo e i suoi,un annuncio di un’operazione di “scouting” che altro non vuole dire che “ acquisto” di parlamentari del nuovo soggetto politico, ha prodotto il primo risultato negativo per lui:una randellata nei denti che Grillo gli ha propinato con un’immediata risposta : “mai il nostro voto di fiducia al PD.”

 

I dibattiti al riguardo si sprecano e ognuno degli intervenuti, tirando l’acqua al suo mulino, si scorda che nel frattempo la realtà di tutti i giorni continua a mettere in difficoltà un sempre maggior numero d’italiani, dando così ragione a chi stufo dei bla bla ha deciso di votare per Grillo, nella speranza che qualcosa cambi.

 

Forse non si sono accorti che siamo di fronte ad un fenomeno che in pratica ha ucciso la vecchia politica, con l’idea d’instaurare un modo nuovo e diverso di “fare politica”, che sia impegnata a risolvere i problemi dei cittadini e non a difendere ad oltranza, dei privilegi accumulatisi in anni di una politica che altro non ha fatto che creare consensi attraverso benefici e prebende distribuite dai partiti.

 

La faccenda MPS insegna, i risultati delle elezioni a Siena sono lì da vedere e non solo a Siena.

 

La sinistra, aveva avuto la possibilità di cambiare con Renzi, giovane, preparato, con idee moderne e un approccio ai problemi che fa in un certo modo astrazione da chi propone le cose.

 

Il vecchio PD di Bersani o con la “base dei vecchi comunisti”, quindi l’ideologia di questo zoccolo duro che ha votato Bersani non l’ha permesso, e Bersani eletto si ritrova a dover operare con i vecchi strumenti frusti.

 

In una situazione come la nostra, le contrapposizioni per partito preso sono nefaste, e le campagne fatte demonizzando l’avversario, lasciano strascichi difficilmente sanabili subito dopo. Le soluzioni di buon senso, cioè di coinvolgere tutte le forze in campo per remare tutti nella stessa direzione e togliere l’Italia dalla palude, diventano difficilmente praticabili.

 

Sarà bene riflettere sul fatto che dietro la porta ideale d’accesso al parlamento per fare un Governo stabile, ora c’è qualcuno che è pronto a usare la mazza, ed è bene che se ne tenga conto.

 

Parafrasare la vecchia barzelletta dei ladri di polli, che incontrano il fattore all’interno del pollaio che mena randellate a chi entra per tornare a rubare mi pare un bel modo figurato di descrivere l’attuale situazione in cui si è venuto a trovare Bersani, che forse pensa di mandare avanti Renzi.

 

Vai avanti tu, che a me vien da ridere!