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Guarda i fuochi d’artificio che ho creato sul blog #WordPressDotCom. Il mio 2015 rapporto annuale.

2 Gen

Guarda i fuochi d’artificio generati da navanews sul suo blog WordPress.com.. Dai un occhio al suo rapporto annuale 2015.

Sorgente: Guarda i fuochi d’artificio che ho creato sul blog #WordPressDotCom. Il mio 2015 rapporto annuale.

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Anno che viene anno che va

31 Dic

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E finalmente siamo arrivati alla fine di quest’anno , che ha portato con sé cose belle e altre meno belle come sempre succede, con una variante importante.
Questo è stato un anno segnato in modo particolare dagli eventi tragici legati al terrorismo perpretato dall’ISIS, che nel nome di Allah ha seminato morte e lutti tra la gente comune, in tutto il mondo, seguendo un piano di destabilizzazione della società occidentale in particolare.
I fatti sono conosciuti e non è il caso di ripetere qui con le citazioni di luoghi e persone.
Chi è più sensibile ha sofferto in silenzio, nel proprio intimo, cercando di capire e sentire ciò che chi era stato colpito poteva aver  provato e continuava a sentire sulla propria pelle. Tutto molto distante dalla sofferenza vera degli attori di queste tragedie, ma comunque un sentimento di “compassione” che, se vero e sentito aiuta la formazione di una coscienza comune e alimenta una vibrazione positiva che estendendosi nella società, può aiutare il cambiamento necessario.
Una società tutta tesa al risultato economico, importante è vero  ma che non può essere l’unico obiettivo delle attività umane.
Molti , troppi purtroppo antepongono il denaro ad ogni altra cosa, e in questa ansia di denaro dimenticano tutti gli altri valori etici e morali travolgendo e calpestando tutto e tutti.
Il nostro papa Francesco non ha mai smesso di stimolare con il suo esempio e le sue parole il mondo intero, in ogni occasione, arrivando a dichiarare il 2016 l’anno della misericordia con l’apertura di un giubileo straordinario:il segno dei tempi.
La speranza è che questo sia l’inizio di una nuova era per l’uomo.
Il 2016 arriva dunque con un dono speciale, tutto racchiuso in una scatola rossa col suo fiocco elegante e quasi rigoglioso:un nuovo fiore una nuova era? Io lo credo e faccio  i miei auguri che così sia. BUON ANNO .

 

 

 

 

 

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Il risveglio della natura a primavera.

10 Mar

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Ecco la primavera ormai è qui e ci regala i suoi doni straordinari:le gemme i  fiori i primi tepori dopo l’inverno.
Finalmente possiamo stare sul terrazzo al sole senza essere intabarrati con sciarpe e cappellini.
Questo mattino la temperatura è di 12 gradi e prima di mezzogiorno saremo senza dubbio ai 17 18.
Che sensazione piacevole mettere il viso al sole e sentire il calore che pian piano  invade tutto il corpo, con una piacevole brezza ancora fresca che accarezza il volto.
Chiudo gli occhi e mi vedo contemporaneamente in posti diversi, conosciuti e sconosciuti come in un film.
Decido di mettere tutto nero su bianco, in poche righe, il mio ritorno alla primavera.
Uno stimolo a ricominciare a vivere pienamente.

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8 marzo, festa della donna

8 Mar

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Che dire della festa della donna?
Il numero otto il simbolo dell’infinito, un segno che  nel suo percorso sinuoso, morbido senza spigoli  sembra allontanarsi per poi ritornare e incrociare lo stesso segno e proseguire in un movimento continuo senza fine.
Questa è la donna questo è il mondo femminile, quasi un enigma per il maschio, che ne rimane comunque attratto ed affascinato.
L’altra metà del  cielo indispensabile per avere una vita degna del proprio nome.
Viva le donne.

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San Silvio tra-fitto

5 Feb

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Quando i problemi arrivano, arrivano a mazzetti.
Chi ha qualche primavera come me, questo tipo di esperienza l’ha fatta più volte, e  ha constatato che le sorprese più grandi e dolorose arrivano da chi ti sta più vicino, e dai più beneficiati.
Silvio Berlusconi non sfugge a questa verità.
Ormai si è perso il conto di quanti lo hanno prima usato e poi tradito , sempre con una scusa pronta da vendere ai gonzi che ci credono . In realtà la vogliono vendere prima che ad ogni altro a se stessi per non sentirsi un verme.
I fatti recenti sono eclatanti.
Il nostro Pinocchio nazionale, che con democristiana abilità, tiene il piede in tre scarpe,  non mantiene le promesse e gli impegni, e aggiunge alla mancanza di affidabilità una  sfrontatezza incredibile.
Berlusconi dovrebbe sapere che sedersi ad un tavolo per fare accordi con un democristiano è abbastanza rischioso e pericoloso.
Le precauzioni non sono mai abbastanza, e
anche se si va col vocabolario dei sinonimi  o  anche con un professore di lettere per sapere quali sono tutti i significati delle parole che vengono dette, il democristiano conia parole nuove di significato dubbio che possono essere lette a seconda della bisogna. Chi non ricorda le famose”convergenze parallele”!1 e lo “stai sereno” di recente coniazione.?
Nessuno sa ,salvo chi ha partecipato quali siano stati gli accordi del famoso “patto del nazareno”, ciò che tutti sanno però è che non è stato rispettato, e Berlusconi si è preso una “Mattarellata.”
Il nome del patto “del Nazareno” conteneva un significato nascosto che si rifà alla storia del  Nazareno,  del Vangelo: lo hanno tradito e messo in croce.
A Berlusconi non è toccata la croce fisica, ma quella psichica, per certi versi più dolorosa;l’ennesimo attacco di uno dei suoi beneficiati:Fitto.
È stato un attacco che riporta alla mente   le frecce che hanno martirizzato Sebastiano, diventato santo appunto per questo.
È facendo queste considerazioni che  quasi senza volere la mano si è mossa sul foglio e ha disegnato.
Ecco San Silvio, tra-Fitto.

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E voilà…ecco fatto!

1 Feb

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La vignetta si commenta da sola.
Il nostro Matteo Renzi, pinocchio moderno, aggiunge alla spregiudicatezza, l’inaffidabilità dei bugiardi e il doppiogiochismo dei Democristiani di buona memoria.
Due piccioni con una fava, dice il proverbio, e forse di piccioni ne ha presi tre in un sol colpo:ricompattare il PD, accontentando i cattocomunisti di sempre, dare un altro colpo a Berlusconi e alla destra, mettere al Quirinale un
vecchio Democristiano di sinistra, sgradito alla destra; un cattocomunista appunto.
E voilà….ecco fatto.

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L’oscurantismo ritorna

11 Gen

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Oggi 11 Gennaio 2015 la Francia si è svegliata e si è riunita tutta,in una dimostrazione pubblica  che non ha uguali nella storia recente.
I fatti tragici  che hanno colpito non solo i diretti interessati ma tutto il mondo civile, hanno suscitato una reazione di sdegno e un sussulto di dignità quasi sconosciute sino a ieri, in tutta Europa.
La libertà è la pace si apprezzano soprattutto quando si perdono.
Gli atti terroristici che hanno insanguinato la Francia , hanno risvegliato nei cittadini europei le coscienze per tanto tempo sopite dal ritmo e dai problemi che attanagliano da tempo una grande parte delle comunità europee.
I cittadini francesi e con loro quelli dell’Europa intera, si stanno rendendo conto che le regole sino ad ora applicate al fenomeno dell’immigrazione e della necessaria integrazione di coloro che cercano nell’Europa un luogo dove vivere e far crescere i propri figli,  devono essere riviste alla luce dei fatti tragici di questi giorni.
Tocca alla politica reagire ed agire di conseguenza, per fermare il progetto di conquista dei fanatici, che una radicale ed errata interpretazione del Corano, spinge ad azioni di terrore.

Il difficile viene ora, dobbiamo col nostro comportamento di tutti i giorni evitare che l’oscurantismo di carattere religioso torni a crescere e ad espandersi.

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Ricordi di un tempo accanto al fuoco.

6 Gen

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Oggi, 6 gennaio 2105, festa dell’Epifania.

Sono  con mia madre novantottenne nella casa paterna a Cornate d’adda in Brianza,dove  sono nato tanti anni fa e dove ho passato parte della mia fanciullezza e a intervalli altri anni che in un modo o  nell’altro hanno scandito le  alterne  vicende della mia vita.
Siamo davanti   ad una stufa in ghisa che ho reinstallato un paio di anni fa, con l’intento di ardere la legna derivata dalla potatura del giardino,  rendendo così la casa calda ed accogliente come le case di una  volta.
Il giardino di casa  appunto che nessuno aveva mantenuto in ordine durante l’assenza di mia madre, ricoverata in una casa di riposo non lontano da qui per quattro anni.
Il nostro giardino ha fornito  così la maggior parte del combustibile che ha alimentato la stufa lo scorso inverno, ma  che ormai sta finendo.
Con un poco di dispiacere abbiamo iniziato ad usare un altro tipo di legna.
Mia madre quando
mi vede mettere nella stufa una legna diversa dalla solita, mi chiede “ma che legna è quella lì”
“Eh mamma, è  quella derivata dalla demolizione dello scaffale che c’era da Barbieri!”
“Lo scaffale di papà?” “Sì” rispondo io “proprio quello”.
Il breve interloquire, e il fuoco che arde nella stufa riportano alla memoria ricordi che sembravano sepolti, senza esserlo mai stati.
Questo scaffale  storico rappresenta infatti una parte  simbolica e insieme importante della  mia storia e di quella della mia  famiglia.
Uno scaffale in legno Douglas e pino che ha accompagnato la mia fanciullezza , gli anni della formazione, e oltre, sino al  2003 quando, non avendo posto dove metterlo lo abbiamo smontato, e accatastato nei locali a piano terra per un poco di tempo e poi tagliato a piccoli pezzi e accatastato in giardino.
Così finiva lo scaffale dove mio padre nel  lontano1951 immagazzinava le manopole  e gli altri articoli e accessori per moto e ciclo che lui produceva nella sua piccola azienda, la “Nava materie plastiche, di Giuseppe Nava” sempre a Cornate d’adda, nei locali della villa Barbieri,dove abitavamo.Dall’altra parte del portico, un grande   locale della vecchia filanda , dove c’era l’opificio.
Avevo solo dieci anni, ma per poter giocare con Piero il mio amico  del cuore dovevo lavorare almeno un’ora.
Il lavoro era vario, cioè qualsiasi cosa fosse necessaria fare, ma mio padre sceglieva quasi sempre quella che sapeva non essere di mio gradimento, come  preparare i fasci di 50 paia di manopole divisi per colore e tipo,legarli con uno spago e metterli ordinatamente  nello scaffale di cui parliamo.
Bisognava comunque essere in due per farlo, non era semplice tenere insieme tutte queste manopole che scivola vano da tutte le parti, ma insieme  a Piero era più facile, e poi in due si poteva anche stivare in bell’ordine questi strani rotoli nelle caselle dello scaffale, almeno sino a quelle della  quarta  fila, il cui piano di appoggio era a un metro e ottanta dal suolo.
Ricordo che uno di noi   saliva su di una cassa di legno per guadagnare quei quaranta  centimetri che mancavano.
Ci era proibito scalare lo scaffale, pena un’altra ora di lavoro, e dopo l’esperienza della prima ora supplementare, avevamo imparato a nostre spese a rispettare l’ordine.
In quei momenti lo scaffale rappresentava la fatica del lavoro, il rispetto delle regole e l’ostacolo all’andare a giocare.
Non lo amavo e la sua presenza era  un ricordo continuo e costante delle parole di mio padre: “prima viene il dovere e poi il piacere”, una bella base di comportamento civile e responsabile che dovrebbe accompagnare tutti.
In una sola volta papà ci insegnava a rispettare l’autorità,  gli ordini,le regole, guadagnarci il premio, ma anche ad accettare la giusta punizione per chi non le rispetta.
Mentre questi pensieri attraversano la mente mi viene da dire “grazie papà”, a voce alta.

Mamma Elena, che è qui davanti a me  mi sente e gli occhi gli si riempiono di lacrime e dice “papà non smette mai di volerci bene, ci scalda ancora dopo tanto tempo, con ciò che ha costruito e lasciato”.
Una bella festa dell’Epifania, al fuoco dei sentimenti.

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Santo Natale 2014

23 Dic

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Il Natale è l’occasione nella quale tutti siamo più disponibili ad ascoltare gli altri e a fare ciò che durante l’anno a causa degli affanni, si procrastina giorno dopo giorno.
Un atteggiamento  del quale ci rendiamo conto quasi all’improvviso, quando ci scopriamo a pensare al tempo passato,di notte, quando il sonno tarda a venire e la nostra mente ripercorre a grande  velocità l’anno che ormai sta per finire.
Oggi dopo pranzo stavo pasticciando con la matita, e pensando al Natale, la mano  di getto ha portato sul piccolo pezzo di carta il disegno che vedete qui allegato, a riprova che la.nostra mente elabora il.pensiero trasformandolo in segni visibili.
È emersa così una raffigurazione del Santo Natale, tutto concentrata nella Stella Cometa con al centro Gesù Bambino, sostenuto amorevolmente dalle mani di Maria e  Giuseppe.
Cosa vorrà dire , ho pensato e subito dopo mandando gli auguri a amici e conoscenti la Cometa con Gesù al centro è diventata nelle parole il farò che ci deve illuminare sulla via della nostra vita.
Se così sarà,  non faremo più l’errore di trascurare noi e gli altri.
A tutti un Santo  e sereno Natale.

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PD il partito dei Dissociati:si pensa PC, si scrive PD ed è la DC.

25 Giu

PD, il Partito dei Dissociati. Si scrive PD si pensa PC ed è la DC.

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La politica italiana ha da sempre rappresentato per chi ci guarda da fuori un mistero, una materia pressoché indecifrabile, che resiste col suo mistero anche alle analisi della maggior parte dei politologi che a seconda della loro estrazione politica danno spiegazioni diametralmente opposte.
Una miriade d’interpretazioni ognuna con la pretesa di essere quella giusta che non fa che aumentare la già grande confusione.
Si direbbe che avere punti di vita diversi è nella natura degli uomini intelligenti, ma nel nostro caso, la fantasia italica é, una vera anomalia quasi una malattia che crea a chi cerca di districare la matassa aggrovigliata della nostra politica, enormi difficoltà e non solo.
Cosa si può dire allora? Cercare di capire innanzitutto.
In particolare negli ultimi anni, di governi che non sono passati da un voto popolare, ne abbiamo avuti tre, uno dopo l’altro, Monti, Letta, Renzi, ognuno con la sua caratteristica ma tutti con un solo regista, Giorgio Napolitano, Re Giorgio come ormai lo chiamano tutti. Si direbbe una repubblica presidenziale in fieri.
Re Giorgio sembra l’unico a essere uscito vittorioso da questa confusione e avere finito ciò che a posteriori si può dire sia sempre stato il suo piano: non solo ostacolare, anzi lavorare per l’estromissione di Berlusconi e quindi dell’area politica di centro destra, sostituirlo con dei tecnici, Monti e soci, per subito dopo portare Letta al Governo e poi benedire la presa di Palazzo Chigi via PD con la novità di Renzi.
Un vecchio comunista, che non ha mai smesso di esserlo, che ora viene anche premiato da un elettorato disattento, o talmente stanco e preoccupato del proprio futuro da decidere di votare per l’uomo” nuovo” che sembrerebbe avere gli attributi per provare a cambiare le cose, dimenticando quasi che Renzi è da vent’anni in politica ed è il segretario del PD.
Sono stati versati fiumi d’inchiostro e trasmesse infinite ore di talk show e ognuno a cercare di spiegare il fenomeno, tutto italiano, senza però arrivare a una conclusione univoca, mentre si continua a parlare di centro sinistra e centro destra, vecchie definizioni queste, come se le cose non fossero cambiate, e in modo profondo.
Il successo del movimento cinque stelle aveva preso tutti di sorpresa, e nessuno dei sondaggisti aveva avuto la capacità di cogliere il sentimento di scontento e rivolta del paese nelle sue reali proporzioni.
Non possiamo dimenticare che oltre il cinquanta percento non è andato  a votare stanco di chiacchiere e promesse, il che significa che le percentuali che i partiti tradizionali sbandierano devono essere tutte dimezzate, mentre quella di Grillo dovrebbe essere sommata ai non votanti quasi il settanta percento: bella rappresentanza popolare!
Le recenti elezioni europee, nelle quali il PD ha preso il 40,8 percento, una percentuale di voti mai vista sin dal 1958, hanno chiaramente definito che gli italiani sono sempre più confusi e che nella disperazione riescono a votare anche contro i propri principi.
Quanti dei cosi detti moderati, che votavano normalmente a destra, hanno scelto Renzi?  Si sono turati il naso, lasciando la testa fuori dai seggi, e hanno messo nelle urne il loro voto senza rendersi conto che così facendo autorizzavano si Renzi ma con lui tutto il PD a cantare vittoria e comportarsi di conseguenza da sinistra.
Che cosa vuol dire in pratica? Tasse, tasse e tasse, tante promesse di cambiamenti epocali, con scadenze precise delle quali nessuna rispettata, e ogni mossa, pro domo loro, come ai vecchi tempi democristiani, con i piedi in più scarpe.
Loro dicono che hanno cancellato le provincie, in realtà hanno solo cambiato il nome, senza risparmiare niente anzi aumentando i consiglieri.
Vogliono cancellare il Senato, ma lo mantengono come prima e lo mettono in mano ai sindaci e ai consiglieri regionali, e magari anche con l’immunità.
La legge elettorale è ancora lì ferma.
L’unica promessa mantenuta, che però non ha tutte le coperture, è stata quella degli 80 euro, che poi sono in media 54. Una bella operazione elettorale che ha dato i suoi frutti, visto il successo delle europee; un voto di scambio, bello e buono, altro che attenzione ai meno abbienti.
Hanno dato soldi a chi già ne guadagna almeno 1500 il mese, quindi gran parte del loro elettorato, dimenticandosi dei milioni di persone, come i pensionati alla minima che ormai non arrivano neanche alla terza settimana.
Se andiamo a scavare all’interno del partito, le divergenze nel PD create dagli ex del PCI poi PDS sono sempre più aspre, anche se gestite in silenzio, per non disturbare chi li ha rimessi al potere.

Questo è il modus operandi di Renzi la vecchia DC, e questo è la scritta sulla porta PD, la cui parte ora minoritaria ma non solo lei continua a pensare come il PC.

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