Archivio | febbraio, 2014

Il bla bla bla della stampa

26 Feb

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Il circo mediatico del bla bla bla.

I giornalisti devono fare il loro mestiere, o almeno dovrebbero informare il pubblico sui fatti e sugli accadimenti in modo puntuale e preciso, senza però condire l’informazione di contenuti sfacciatamente o nascostamente politici.
La libertà d’informazione è una cosa molto rara ai nostri giorni.
La stragrande maggioranza dei giornalisti accasati, voglio dire quelli che lavorano in particolare per giornali schierati, passano un’informazione deformata e si limitano a trasmettere ciò che al giornale o al partito va bene.
I silenzi su altre notizie che potrebbero danneggiare la loro parte, sono innumerevoli, e per chi capisce di politica fragorosi.
Sarebbe utopico pensare di avere un’informazione neutra, ma c’è un limite a tutto.
I talk show sono l’esempio e la certificazione di ciò che stavo dicendo sopra.
Seguo giornalmente  trasmissioni di talk show che registro quando non posso assistervi in diretta, ma che vedo poi e gioco forza analizzo.
I conduttori portano il discorso dove pare loro, anzi dove la direzione li obbliga a portarlo.
Ne esce così un’informazione drogata che assolutamente non consente al semplice cittadino che ascolta di capire le cose, come sono.
Ancora peggio il cittadino che non è preparato assorbe un ‘idea distorta che lo porta  a conclusioni errate.

Come sempre è una questione di etica professionale e di morale; due aspetti dell’educazione di base che si acquisiscono sin dai primi anni, prima in famiglia e poi fuori nel mondo, nella società.

Quando Renzi dice che dobbiamo partire dalla scuola ha ragione, ma quale è la formazione di chi insegna.?
Per esperienza personale devo dire che nella scuola il livello della formazione è desolatamente basso  e molto politicizzata. 
I difetti dei giornalisti nostrani sono gli stessi di un numero consistente degli insegnanti.
Dalla mia finestra vedo la scuola elementare e vedo cosa fanno i maestri quando c’è la ricreazione, sono riuniti tra loro discutendo di tutto meno che della scuola e dei suoi problemi, mentre i bambini sono lasciati incustoditi.
Un lavoro come un altro.
Non parliamo poi delle manifestazioni  nella scuola ,tutte politiche e sempre di un solo indirizzo, a sinistra.
L’educazione quindi è la responsabile dei nostri guai.
Il concetto di sinistra che siamo tutti uguali, quando invece non è vero, ha appiattito tutto.
la guerra al merito e il sentimento d’invidia  che si genera verso chi emerge,sono i responsabili dello sport più in voga , quello di mettere il bastone tra le ruoteuna prova?
Renzi che almeno a parole prova a fare qualcosa che possa sbloccare lo status quo, non ha ancora cominciato che già cercano di minarlo e di boicottare, facendo il processo alle intenzioni o agitando dietrologia come il conflitto d’interessi presunto. Un fantasma agitato per confondere le idee.
Vietato cambiare lo status quo e la burocrazia .
Renzi non si è ancora sistemato in cima alla pianta nel nido di comando che già scuotono la pianta con l’idea di farlo cadere

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Vai Renzi vai

24 Feb

Il neo presidente del consiglio, Matteo Renzi, nella sua locuzione a palazzo Madama, con un intervento di poco più di un’ora, ha presentato in sintesi cosa pensa di fare col suo nuovo Governo.
Ai più è parso eccessivo nei suoi propositi, visto che tutti i precedenti governi non sono riusciti a cavare un ragno dal buco.
Non ha detto come riuscirà a fare tutto ciò che ha in animo di fare, ma soprattutto dove prenderà i soldi per farlo.
Sarà opportuno aspettare e vedere  proposta per proposta per averne un’idea più chiara.
E’ il più giovane Presidente del Consiglio che l’Italia abbia mai avuto dotato di una buona comunicativa e pieno di buoni propositi ma anche di esperienza politica, tutti sanno che fa politica sin dalla scuola, e sempre con la stessa grinta.
Fermarsi a pensare come è arrivato a dov’è non sembra vero, e certamente nel caso ha usato un buon grado di spregiudicatezza , altra caratteristica da aggiungere all’entusiasmo, la grinta,il coraggio la fantasia, e la giovane età.
Un mix di qualità che fanno del neo presidente un outsider, che nonostante i problemi e le difficoltà che presenta l’impresa e nonostante il PD, pronto a mio avviso a trafiggerlo, potrebbe anche farcela dove gli altri hanno fallito.

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Vai Renzi vai

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Essere o non essere..

22 Feb

ESSERE O NON ESSERE…..

Alla fine dopo quasi tre ore d’attesa, che ha generato una quantità di illazioni e previsioni della stampa e dei commentatori, Renzi è uscito dalla famosa porta .
Visibilmente in imbarazzo ha letto l’elenco dei ministri che hanno riservato sorprese e ribaltato le aspettative dei cosidetti esperti.
Chi si aspettava una lista di competenti e pronti a mettere mano ai reali problemi della nazione è rimasto deluso.
La prima novità dichiarata : “finalmente un governo con una parità di genere” come dire che basta essere femmina per avere capacità.
Essere donna ha certamente valori diversi per natura e  sensibilità  ma niente ha a che vedere con la competenza, ingrediente indispensabile per fare cose, qualsiasi cosa.

Essere giovani, altra qualità rivendicata.

Bene per il maggior entusiasmo e la  grinta, sempre che siano caratteristiche che l’eletto possiede, che da sole però non possono compensare l’inesperienza o la non conoscenza dell’argomento.

Per il resto un misto di manuale Cencelli e desideri di Napolitano.

Sallusti lo ha chiamato Napolitano tre!

Eh si perché il nostro amato Presidente ci ha messo le mani e come!
Ha in realtà impedito a Renzi di fare un suo governo, almeno quello che aveva in mente.

Due ore e mezzo a discutere e trovare alternative sono servite a diminuire l’identità Renziana del nuovo governo.

Un inizio difficile che aumenta le incertezze del prossimo futuro del governo e sopratutto dell’Italia.

Il dilemma di Renzi rimane essenzialmente quello amletico:

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ESSERE O NON ESSERE

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Allora! Pronti? Via!

20 Feb

ALLORA! PRONTI? VIA!

Mentre Renzi cerca di superare tutti gli scogli che gli si parano davanti nel percorso difficile della costruzione di una squadra, nel PD aumenta la fronda .

Tutti quelli che non hanno digerito la sconfitta alle primarie e da allora rimuginano come tornare a far valere le loro idee sinistre, sono in fermento.

I leader delle due correnti battute e non solo loro si sentono esclusi e in qualche modo fanno capire che potrebbero staccarsi per formare un vero partito di sinistra (sic) così dicono loro, magari alleandosi con SEL.
Per i cittadini si profilano tempi ancora più difficili e il partito “democratico” come sempre antepone all’interesse collettivo le sue battaglie ideologiche.

Se poi mettiamo sotto la lente la situazione attuale il PD anche grazie al Porcellum che tanto criticano, dominano e occupano tutte le posizioni di potere. Dal presidente della Repubblica a quelli di senato e camera, ai presidenti delle più importanti commissioni, a magistratura democratica (di nuovo l’aggettivo deviante) , una montagna di funzionari pubblici e pur tuttavia non sono contenti.

Non siamo all dittatura del popolo, ma forse anche peggio, perché in regime di dittatura almeno si sa .
Nel nostro caso invece pensiamo di essere in una democrazia parlamentare è non lo siamo più da un pezzo.
Se pensiamo a come Monti prima ,Letta poi e Renzi ora,sono arrivati a palazzo Chigi qualche dubbio gli italiani dovrebbero porselo, ma…..la presenza del movimento cinque stelle fa fare anche questi strappi alla nostra costituzione.
La classe politica,  ma sopratutto il PD sembrano avere perso il buon senso.
Vuoi vedere che adesso le frange PD fanno una bella sorpresa al loro segretario nonché prossimo presidente del consiglio.
Io spero di no ma rischiamo di vedere anche questo.
Forse interpretano male il messaggio imperativo del capo.
ALLORA! PRONTI? VIA!  
e loro vanno via.
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Metodo Renzi?

19 Feb

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METODO RENZI?

Mentre le consultazioni continuano a ritmo sufficientemente rapido, le dimostrazioni di scontento di tutti ormai, vedi i 60.000 commercianti e piccoli imprenditori in piazza, o Grillo a Sanremo o chi si vuole buttare dal palco, continuano.
La gente è stanca di aspettare riforme promesse e mai mantenute in modo sufficiente a cambiare.
Le contrapposizioni tra la visione della società e dello stato tra statalisti e liberisti, e l’influenza nefasta dei leader dei piccoli partiti, hanno trasformato il campo della contesa in una palude impraticabile.
Renzi ,si trova di fronte ad un compito arduo, ma non impossibile Continua a leggere

LE GRIDA DI ALFANO

17 Feb

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La reazione di Angelino Alfano alla
provocazione di Berlusconi che lo aveva definito un “utile idiota” della sinistra, parafrasando una citazione attribuita a Lenin, è stata violenta e a un primo esame incomprensibile.
La reazione in realtà è figlia della paura di Alfano che col nuovo governo di Renzi , la sua posizione di rilievo della quale godeva col governo Letta, è a rischio.
Pare infatti che secondo voci di corridoio, Renzi non abbia nessuna intenzione di lasciarlo agli interni.

Alfano , col cappello in mano!

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Cambiare strada?

17 Feb

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CAMBIARE STRADA?
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INTERVENTO? Direi piuttosto ,un’esecuzione!

15 Feb

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Ciò che era nell’aria da tempo è successo. I fratelli siamesi del PD sono stati separati , ma con un’operazione che di chirurgico non ha proprio niente.
Il beneplacito sottinteso del Presidente Napolitano, del quale tutti evitano di parlare, è nei fatti.
Con un intervento a dir poco cruento e con un colpo deciso degno di un boia, un partito il PD ha deciso a maggioranza di decretare la fine di Letta suo rappresentante come primo ministro, per nominarne un’altro  sempre del suo partito,  in barba alle procedure parlamentari che ormai sembra non esistano più.

Che siano passate di moda ormai lo abbiamo visto nei fatti.

Negli ultimi  vent’anni solo Prodi e Berlusconi sono stati eletti come primi ministri nel modo previsto dalla costituzione.

Il modo di entrare al governo di Renzi  non ha dei precedenti e  non  è esempio da seguire e da considerare come normale.

Ormai siamo al punto che con la scusa dell’emergenza ci si muove senza regole e si procede a colpi che rischiano di esasperare ancora di più quei cittadini che poco capiscono i metodi  dell’attuale politica.

Vero è che per molti il decisionismo di Renzi è apprezzato e richiesto, per contrastare la lentezza della politica imbrigliata nelle procedure bizantine della nostra Repubblica, ma credo che questa volta il limite sia stato largamente superato.

INTERVENTO?

Direi piuttosto ,un’esecuzione!

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E Letta dove lo metto?

12 Feb

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Situazione ingarbugliata e complicata quella che si trova a risolvere un’altra volta il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano
Questi ragazzi sono proprio dei discoli e questo PD sembra in continuo congresso e non riesce a trovare una soluzione ai suoi problemi interni e per l’ennesima volta , mentre si ammazzano tra di loro, vengono da me.
Del resto sono stato io a non mandarli alle elezioni e quindi..
Sapere cosa passa per la mente del nostro Presidente è un esercizio impossibile immaginare cosa si può.
Sotto tiro per un tentativo dei cinque stelle di cacciarlo, Napolitano, alla sua non più tenera età, si ritrova a dover togliere le castagne dal fuoco.
Letta non vuole suicidarsi come gli chiedono da più parti, ma sopratutto da parte del suo stesso partito il PD,e non senza ragione pretende che sia il parlamento a sfiduciato.  Vuole guardare in faccia chi lo vuole uccidere politicamente.
Il problema però rimarrà come una patata bollente nelle mani di Re Giorgio, che rimane col suo problema e dilemma: E LETTA DOVE LO  METTO?

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vieni tu?

8 Feb

VIENI TU?

La situazione italiana si complica ogni giorno di più, con un altalenarsi di stop and go, che danneggia la nostra economia e che alimentando il malcontento generale, rendono il terreno fertile per azioni di protesta sempre più veementi.

Il PD non trova pace al suo interno e i distinguo nei confronti della politica di Renzi si fanno più evidenti, e marcano le differenze tra le due anime del partito, quella legata alla tradizione comunista e quella invece che viene dalla vecchia democrazia cristiana.

A complicare le cose se mai ce ne fosse necessità, il fatto che sia Letta sia Renzi sono entrambi espressione del gruppo ex DC.

I due uomini politici si trovano oggi uno in contrasto con l’altro, e Renzi un giorno sì e l’altro pure critica anche in modo pesante il comportamento del Governo, perché non ha mantenuto molte delle promesse fatte, e che non si decide a fare le cose che sono indispensabili.

Il nuovo segretario del PD, critica l’azione del Governo del PD, cioè il suo stesso partito che, grazie alla famigerata e tanto da loro criticata legge elettorale del Porcellum, godono alla camera di una maggioranza bulgara, con ben 160 deputati entrati grazie proprio al Porcellum.

Storia diversa quella al Senato, dove deve comunque fare i conti con il Nuovo centro destro e Scelta civica che lo appoggia.

Renzi si trova in una condizione complessa che se non trova una soluzione rapida rischia di vanificare l’effetto novità rappresentato appunto dall’accelerazione da lui data ala politica con l’accordo sulla nuova legge elettorale con l’odiato nemico e avversario Berlusconi. Una mossa che ha di colpo cambiato il clima tra i due maggiori partiti PD e Forza Italia, o per essere più precisi tra una parte del PD e Forza Italia.

E’ appunto questa la principale ragione del mal di pancia all’interno del PD, che costringe Renzi a mitigare la sua spinta innovatrice,e a renderlo cauto. Insomma, per Renzi è come camminare sulle uova con la paura di romperle, ma con la necessità di correre.

Letta che si trova lì per volere del Presidente della Repubblica, un nominato fra i tanti, non ha un compito facile e da buon democristiano si destreggia con una serie di affermazioni e rimandi tipici della DC, che fanno a pugni, con la stimolo dato da Renzi.

Sono come due gemelli siamesi, uno legato all’altro, costretti a vivere insieme, ma con la necessità di operare in modo separato.

Per non morire però l’unica cosa da fare è passare il testimone, molto scomodo e più simile a un cerino acceso che nessuno dei due vuole tenere in mano per ultimo. “VIENI TU”? Pare dire Letta a Renzi, che almeno a parole sembra resistere, restio e poco disponibile a prendersi il cerino acceso del Governo pieno di problemi da risolvere.