Archivio | marzo, 2013

RE GIORGIO: BASTA! VE LA DO IO LA POLITICA!

31 Mar

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RE GIORGIO. BASTA! VE LA DO IO LA POLITICA!

 

 

 

Chi ancora sostiene che non siamo in una Repubblica Presidenziale, si sbaglia, forse siamo in una monarchia e Grillo che ha chiamato il nostro Presidente “Morfeo”, dovrà definitivamente ammettere che nonostante i suoi ottantotto anni, Re Giorgio è sveglio, presente e attivo come e più di un giovanotto.

 

Si sa che l’esperienza conta e Napolitano, ne ha molta e in questo caso ascoltando anche, i consigli che arrivano dalla BCE, dall’Europa e da chi ha sale in zucca, ha deciso di fare da solo e ha nominato senza chiedere ai partiti, un gruppo di saggi che dovranno preparare un elenco di cose da fare urgenti e necessari al Paese.

Chi pensava che Re Giorgio si dimettesse dovrà aspettare fino all’ultimo giorno del mandato

 

Di nuovo il metodo dei veti incrociati che rallenta e blocca il nostro paese da sempre, rischia di mettere a repentaglio l’Italia tutta e i suoi cittadini onesti che tutti i giorni devono affrontare i problemi seri e concreti senza tanti bla bla.

 

Re Giorgio ha detto BASTA! Dato che voi politici non siete stati capaci di cavare un ragno dal buco, mettetevi da parte che la politica ve la do io.

 

 

 

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m5s L’opportunità e il rischio?

29 Mar

m5s l'opportunità e il rischio.

 

 

Chi non si ferma alle apparenze e segue in modo critico, la politica messa in campo dal M5stelle, l’ha certamente visto sin dall’inizio, sì come stimolo e opportunità di cambiamento ma insieme anche come un possibile pericolo.

 

Nessuno, però pensava che potesse arrivare ad avere oltre il 25 per cento dei votanti, (in realtà il 18,5 per cento degli aventi diritto), sufficiente a creare un potenziale e serio problema al funzionamento dello Stato, almeno così com’è oggi organizzato.

 

Il terreno nel quale il M5stelle ha seminato è molto fertile a causa della crisi che continua, e come hanno dimostrato i risultati, molti hanno risposto col voto di protesta all’incapacità della politica in generale, e delle istituzioni a rispondere ai bisogni reali di tutti i cittadini.

 

La maggior parte della gente l’ha visto e percepito come fustigatore, rinnovatore, moralizzatore, critico, uno che parla chiaro e dice le cose che non vanno, addossando tutte le responsabilità, alla sola classe politica che ci ha sino ad ora governato, dimenticando o sottacendo che la crisi non è solo Italiana, e che viviamo in un mondo che cambia velocemente e sempre più globalizzato.

 

Il voto per il M5S non è un voto di consenso al personaggio Grillo, è un voto di dissenso, di rabbia, di coloro che frustrati, stanchi, di vedere le cose che non vanno, sono infuriati e votano per il primo che gli dice che manderà a casa tutti, cambierà tutto, e promettendo di tutto e di più senza dire come fare.

 

Molti di quelli che hanno votato per Grillo, hanno pensato in modo errato che il fatto di arrivare in Parlamento fosse sufficiente a risolvere i loro problemi il giorno dopo, ignorando completamente che l’Italia è un paese “democratico” per di più con un groviglio di leggi e leggine, filtri e caste che rendono il funzionamento dello stato lento e inadatto a soluzioni veloci, possibili solo in Stati a regime dittatoriale.

 

Grillo non era candidato Premier e perciò non è stato eletto, e quindi non può rappresentarli in parlamento, come sarebbe normale.

 

Nonostante ciò Grillo dall’esterno condiziona gli eletti e li pilota, rendendoli come dei piccoli robot che agiscono a comando, infischiandosi della Costituzione che dice che l’eletto è libero e che può cambiare e decidere di preferire lo schieramento che ritiene più idoneo alle sue nuove idee.

 

La strategia di chi oggi dirige, da fuori, attraverso il web, il Movimento, che impedisce e paralizza la loro attività parlamentare (quasi nulla) in realtà, con metodi vecchi ma applicati in modo nuovo, il rifiuto dell’avversario, la sua negazione, la demolizione progressiva della sua attendibilità, la demonizzazione etc., persegue un progetto di potere assoluto.

 

Il comportamento del M5stelle rischia di sovvertire le istituzioni democratiche, così come le conosciamo non con una rivolta tradizionale, come ne abbiamo viste nei paesi mediterranei africani e medio orientali, ma, sfruttando appunto il sentimento di rabbia e frustrazione della gente, l’inesperienza degli eletti dal Movimento, e la stupidità di politici miopi.

 

E’ imperativo recuperare un grande senso di responsabilità verso la Nazione e il concetto di “servizio” per approfittare dello stimolo portato dal M5Stelle, al rinnovamento, che per alcuni marginali fatti sembra essere timidamente iniziato.

 

Il nostro Presidente Giorgio Napolitano oggi dovrà trovare, alla crisi che pare non avere sbocco, una soluzione, evitando una svolta che può diventare tragica, col rischio che con i panni sporchi si butti via anche il bambino: l’Italia.

 

A CHI IL NUOVO INCARICO?

28 Mar

A CHI IL NUOVO INCARICO?.

A CHI IL NUOVO INCARICO?

28 Mar

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Et voilà, l’ostinazione di Bersani non ha limiti, è proprio una testa dura, ma soprattutto si disinteressa completamente dei problemi veri di noi cittadini.

 

Non ha avuto il coraggio di ammettere che il suo tentativo è fallito, e non ha detto che rinuncia.

 

La voglia di comandare deve essere veramente enorme tanto da offuscare la vista e la capacità di”intelligere”.

 

E’ stato talmente stupido al punto di aver tagliato tutti i ponti e chiuso tutte le porte ancora prima di cominciare a verificare se esisteva la possibilità di fare un governo: una presunzione smodata.

 

Devo dire che mi è difficile trovare un termine, pur nella ricchezza della lingua italiana per definire Bersani.

 

La patata bollente è di nuovo nelle mani del Presidente Napolitano e chissà se, come sorpresa, troveremo nell’uovo di Pasqua, un uomo saggio con poteri taumaturgici che possa fare un GOVERNO.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Bersani sale al Colle.E allora?

28 Mar

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BERSANI SALE AL COLLE.

 

Proprio in concomitanza con la Settimana Santa, Bersani ha percorso la sua Via Crucis, nel tentativo di fare un”Suo” Governo.

 

Si appresta a finire il suo tentativo con la Salita al Colle, che potrebbe per lui diventare il Golgota, lacero e contuso dalle palettate, calci nel fondoschiena e porte in faccia che il M5Stelle gli ha propinato.

 

La resistenza che dimostra è degna di un pugile professionista super incassatore, uno spettacolo penoso, che poteva risparmiarsi e risparmiarci.

 

Ciò che è ancora peggiore, e che tutto questo accade solo per la testardaggine e la malcelata ambizione di fare il Primo Ministro, e per la miope visione dei funzionari del suo partito e i rancori di chi l’ha votato.

 

Ancora questa mattina un rappresentante del PD, il senatore Marino, si è prodigato nel dire che col PDL non si può condividere un Governo a causa dei “disvalori” che i suoi rappresentanti esprimono, riferendosi senza nominarlo a Berlusconi.

 

Il PD con questo evidenzia un’altra delle incredibili caratteristiche della”sinistra” che non riesce vedere a un palmo dal suo naso accecata dall’invidia, e dalla volontà di vendetta “ad personam”, dimenticando i veri interessi dei cittadini italiani, che sono sacrificati per le beghe personali.

 

Il Presidente Napolitano intanto lo aspetta sul Colle con una domanda:

E ALLORA?

 

 

 

 

 

 

BERSANI E IL FINANZIAMENTO PUBBLICO AL PD.

24 Mar

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ALTO LA’. LA CASSA NON SI TOCCA!

 

Fra le tante cose che i cittadini italiani non digeriscono più, è il finanziamento pubblico ai partiti.

 

I partiti lo usano solo in parte per finanziare le spese delle campagne politiche, tanto è che i rendiconti coprono solo una piccola parte dei soldi ricevuti.

 

E tutto il resto?

 

E’ evidente che tutto ciò che non è giustificato si presta a qualsiasi ipotesi, anche le peggiori.

 

Di tutta evidenza, è che questi soldi, che i cittadini mettono a disposizione attraverso lo Stato, i partiti li usano per mantenere il loro apparato e fare tutte quelle operazioni poco trasparenti, che non possono rendere pubbliche.

 

E’ utile ricordare che un referendum popolare aveva abolito nel 1993 con i 90,3 percento dei voti il finanziamento pubblico, che i politici avevano badato a scavalcare cambiandogli il nome, ma mantenendo intatto il privilegio, di ricevere e gestire allegramente la montagna di soldi del finanziamento.

 

 

 

Di tempo ne è passato da allora e adesso, il M5Stelle, ma non solo, anche il PDL, e la Lega, dicono a gran voce che vogliono eliminare il finanziamento pubblico.

 

La reazione di Bersani, che già si era opposto ogni volta che si paventava l’eventualità, si è affrettato a mettersi in difesa del tesoretto, 42.782.512,80 euro, che gli competono in base ai voti ricevuti.

 

In maniera molto politica, non dice di essere contrario, ma chiede di sedersi a un tavolo per discutere, intanto, fondamentale per il PD, incassare i soldi dell’ultima campagna che gli consentono di mantenere l’apparato e avere i fondi per l’imminente campagna per altre elezioni, che si traccia sempre più chiaramente.

 

Dire di sì alla proposta di Grillo e degli altri, vorrebbe dire dichiarare bancarotta, e da qui la sua posizione, sempre più difficile da mantenere, e neanche l’affermazione che la politica andrebbe in mano ai miliardari (leggi Berlusconi) lo aiuterà a resistere sulla sua posizione.

 

Ben altri problemi e crucci assillano la mente di Bersani, Bersani sa che se non riesce a fare il Governo, ha in sostanza perso la faccia, e se lo fa con il PDL rischia di fare perdere al PD la sua posizione nel paese.

 

Molte volte la testardaggine e l’ansia del potere sono cattive consigliere e ciò che sembra coraggio, in realtà è incoscienza e incapacità di tenere conto dei cittadini che non hanno finanziamenti pubblici su cui contare e con i quali campare.

 

“RINUNCIA!”, dice Grillo, ”ALTO LA’ LA CASSA NON SI TOCCA!” risponde Bersani.

 

 

 

L’INCARICO

22 Mar

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L’INCARICO.

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Con la lettura di un lungo documento di dieci pagine, fatto inconsueto, il Presidente Napolitano, dietro un’allocuzione degna di un politico navigato, che in realtà vuol dire “esplorativo”, ha annunciato d’avere affidato l’incarico di verificare se esiste una maggioranza certa, a Pierluigi Bersani del PD.

Napolitano ha ripetuto che a causa della rottura fra PD e PDL, evidentemente riconfermata da Bersani, non si può parlare di governo “ di larghe intese”, e pure ha toccato l’argomento, ricordando esplicitamente il centro destra col quale diventa indispensabile trovare un accordo per le modifiche strutturali necessarie, oltre s’intende alla governabilità.

In conclusione, Bersani dovrà portare i numeri e cioè maggioranza certa al Senato, perché grazie al Porcellum, che il PD tanto critica, alla Camera ha ben 200 parlamentari in più dei loro voti.

A questo riguardo ricordo che fu proprio la sinistra a voler modificare la legge di Calderoli per il metodo di conta del Senato, cosa che però nessuno ricorda e tantomeno il PD.

Come riuscirà Bersani nel suo tentativo con una strada stretta e in ripidissima salita, un percorso pieno di sassi che cadono da tutte le parti?

Forse lui lo sa, o almeno lo spera.

Difficile commentare la testardaggine di Bersani,  ma credo che nonostante tutto, abbia il diritto di provare a completare il suo disegno, che nonostante tutta la buona volontà che ci si voglia mettere, non si riesce a vedere nei suoi contorni.

Un “ex comunista” che crede nei miracoli?

In ogni caso Napolitano un sostegno glielo sta dando.

“Vai!” gli dice Napolitano, E Bersani” Vacca boia che salita!”

 

 

 

E ALLORA!

20 Mar

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Giorgio Napolitano il nostro emerito Presidente che ha già pronta la valigia essendo ormai a fine mandato, aspetta pazientemente che le forze politiche trovino un accordo, per dare un Governo all’Italia sempre più in difficoltà.

Intanto,Mario Monti, Presidente del Consiglio in carica, governicchia e continua a coltivare il suo sogno di cambiare poltrona, scambiando l’attuale con quella che Giorgio Napolitano lascerà.

Berlusconi si propone a Bersani , che non lo vuole, Bersani rincorre Grillo, che non lo vuole, Grillo scappa e non si capisce, dove vuole andare,( ma forse lui lo sa)

Continua così il balletto della politica, e Pierluigi Bersani, imperterrito, vuole usare il “sistema Grasso”continua a pensare di arrivare a occupare la poltrona di Mario Monti, far fuori Berlusconi in un modo o nell’altro per andare, dopo poco tempo alle elezioni potendo dire che lui e il PD, sono coloro che possono rimettere in moto l’Italia.

La tragedia vera è che non sanno proprio come.

Questa è la situazione nella quale ci troviamo, un’impasse che non promette niente di buono, e che gli Italiani ormai arcistufi di questi politici, affrontano ogni  giorno i problemi che certamente non hanno soluzioni immediate o nel breve, ma che spettano che si cominci a smettere di dire e  si cominci a “fare”.

Oggi Napolitano, inizia le consultazioni, un rito necessario non tanto per capire meglio le diverse posizioni ma  un rito previsto dalla nostra Costituzione, che deve essere esperito comunque.

Napolitano sa già a chi conferire l’incarico, che è lì sul suo tavolo pronto. Chi sarà? Bersani? Una personalità terza estranea alla politica?

Chi riuscirà a fare un Governo e a governare? Difficile ma non impossibile, si sa che in Italia tutto è possibile, anche i miracoli!

E allora! Aspettiamo il miracolo.

LO SCOUTING, DI BERSANI.

18 Mar

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Bersani ha proseguito sul sentiero tracciato subito dopo le elezioni, in parte modificato dall’atteggiamento di ostracismo di Grillo, e ha continuato a suonare il suo piffero incantatore.

 

Sacrificando personaggi politici del PD e proponendo due personalità in sostanza esterne al partito, Anna Boldrini è del SEL, e Pietro Grasso viene dalla Magistratura, è riuscito a convincere alcuni senatori del M5S a votare per Pietro Grasso, così da farlo eleggere alla seconda carica dello Stato.

 

Un risultato positivo se si guarda alle ipotesi di partenza, una rinuncia a eleggere personaggi tradizionali del suo partito, ma un altro schiaffo al PDL, che deve incassare un altro atto di ostracismo.

 

Bersani non considera in nessun modo oltre otto milioni di persone, che hanno votato PDL, non tiene conto che il suo PD ha ottenuto una vittoria, con pochissimi voti di scarto, e continua imperterrito nel tentativo di convincere gli eletti del M5S ad appoggiare le sue scelte.

 

Sin che si tratta di eleggere due figure, anche se importanti, la tecnica usata ha funzionato, diverse sono le cose quando si tratterà di avere la fiducia in Parlamento e soprattutto governare, e sempreché Napolitano, che ha trattenuto Monti dal candidarsi alla Presidenza del Senato appunto, gli affiderà l’incarico di formare il Governo.

 

Bersani sa di rischiare grosso, e farà tutto il possibile per suonare una musica che piaccia alle orecchie dei Grillini, sacrificando chiunque possa ostacolare il raggiungimento del suo obiettivo.

 

Nel caso che il M5S non voglia nemmeno lui, cosa farà, si dimetterà?

 

Le cose cambierebbero drasticamente se il M5S decidesse di appoggiare un Governo Bersani di minoranza, votando la fiducia e pur appoggiando solo le cose che a loro piacciono.

 

Tutto può succedere, poiché l’elezione dei Presidenti delle Camere, ha mostrato che non tutti gli eletti del M5S sono ligi alle direttive del Capo.

 

Un modo diverso di fare “Lo Scouting”

 

 

 

PAPA FRANCESCO. LA NORMALITA’ CHE STUPISCE.

16 Mar

PAPA FRANCESCO, la normalità che stupisce.

Francesco la normalità che stupisce, che sorprende che scompiglia e cambia nei fatti gli usi e le abitudini della Curia, prodromo al cambiamento radicale che si profila all’orizzonte della Chiesa Cattolica, nel segno degli insegnamenti di Gesù Cristo.

Tutto ciò che in due millenni ha paludato la Chiesa, con un’immagine di fasto e ricchezza, allontanandola progressivamente dalla realtà, dal popolo di Dio, dagli umili dai poveri dai più bisognosi, tutto, sarà sostituita.

Francesco più che un Papa è un papà, che senza dimenticare o trascurare i figli più fortunati e dotati, si preoccupa e occupa dei più bisognosi dei meno dotati, come tutti i papà che amano i propri figli, indicando con l’esempio, la giusta direzione, la strada corretta.

E’ all’insegna di quest’Amore, che ha riconfermato (almeno per il momento) tutta la struttura della Curia Romana, e non tanto quanto approvazione ma per consentire un periodo di riflessione e preghiera, per capire e accettare ciò che sta avvenendo e verrà.

Un papà che consiglia, che non impone, ma che proprio con piccoli ma indicativi gesti col suo esempio suggeriscono, e fa proposte che non si possono rifiutare.

Un pugno di ferro in un guanto di velluto? No, una carezza suadente e una voce che trasmette Amore, il sentimento che Gesù Cristo ha dettato come legge unica e universale a tutti gli uomini di buona volontà.

Questo è, Papa Francesco, come San Francesco d’Assisi, povero tra i poveri, il primo riformatore.

Grazie Francesco.