ONG E LA POLITICA DEI SINISTRI

19 Mar

La sinistra o meglio i sinistri non si smentiscono mai.

“Casualmente” proprio il giorno della votazione alla Camera per procedere o meno nei confronti del vice primo ministro nonché ministro degli Interni Salvini, per il caso DICIOTTI , ecco che una ONG italiana salva in acque libiche 49 migranti, che secondo le notizie d’agenzia lo esegue anticipando una nave della guardia costiera libica che, arriva in ritardo alla chiamata di soccorso.

La ONG completato l’imbarco dei “naufraghi” Non tiene conto del divieto emanato dal ministero degli interni che gli impedisce di entrare nelle acque territoriali italiane e chiede invece di attraccare ad un porto sicuro e senza indugio alcuno, va avanti con il “progetto” e fa rotta su Lampedusa.

I dettagli dell’accaduto li avremo oggi interpretando le notizie di stampa che andranno filtrate con attenzione in base alla loro provenienza.

Tornerò sull’argomento che promette sviluppi interessanti.

La polemica scatta immediatamente e qui le posizioni si delineano subito : la sinistra per bocca del deputato Franceschini alla camera invita il Premier Conte a prendere il telefono e imporre lo sbarco.

Ovviamente i partiti di centro e di destra appoggiano la decisione del ministro degli Interni che dice ,come era ovvio che facesse “Qui non sbarca nessuno”

Ecco la sinistra ha creato,lavorando sott’acqua, un altro caso DICIOTTI che arrivato puntualissimo contribuirà ad alimentare discussioni nel Paese e nel Governo, aumentando le difficoltà in modo subdolo: una specialità dei sinistri.

E ora la sinistra , rimasta senza idee per il Paese ,avrà un argomento per i prossimi giorni.

POVERA ITALIA E POVERI NOI

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PRONTI? VIA!

8 Mag

Il tempo passa velocemente, molto più in fretta di quanto si possa immaginare.

Ciò succede sopratutto a chi , come il nostro Governo , è giornalmente occupato in diatribe e discussioni di contrapposizione, in una attività di governo e opposizione tutto in uno. Una situazione nuova che ho già commentato altre volte e che non smette di sorprendere chi di politica si è sempre occupato. Alle opposizioni rimane davvero poco spazio operativo, uno spazio che in occasione delle imminenti elezioni Europee si sono ricavati con le apparizioni nei programmi televisivi all’uopo programmati. Davvero poco per espletare una politica fattiva, un fiume di parole e promesse che rischia di isolare ancora di più i partiti che sono fuori dalla stanza dei bottoni.

Un anno di governo ha cambiato le idee dei cittadini che ascoltando Tizio Caio e Sempronio , cioè Di Maio Salvini e Conte sembrano orientati almeno stando ai sondaggi, a premiare la Lega a danno del movimento cinque stelle.

Potremmo assistere ad elezioni concluse ad un ribaltamento degli equilibri in campo.

Cosa potrebbe succedere è arduo immaginare. A complicare le cose , l’intervento della magistratura che ha un tempismo straordinario. Il tentativo è d’influenzare l’elettorato a favore della sinistra, se ancora di sinistra si può parlare. Qualcuno potrebbe dire che a mia impressione è sbagliata e solo di parte.

Sono soltanto un osservatore che assiste , ormai stanco di vedere che purtroppo il nostro Paese è in mano a degli incapaci, che ho già definito “dilettanti allo sbaraglio”.

In ogni caso la situazione è veramente delicata e i due contendenti sono sulla linea di partenza,osservati da un Conte che ha anche perso la sua posizione neutra, sbilanciandosi a favore del M5S nel caso Siri.

Una discrezionalità nei giudizi allarmante. Caso per caso? E la giustizia e le regole dove sono?

E gli interessi degli Italiani dove sono?

Le elezioni Europee daranno il responso che rinsalderà il Governo o sarà un PRONTI VIA ognuno per la sua strada?

IN ATTESA DELLE EUROPEE:CONGELARE!

27 Apr

La prossimità delle elezioni Europee di Maggio spinge i nostri governanti ad un’azione politica rallentata in attesa del risultato.

Standard &Poors non ha cambiato il rating mantenendolo a BBB , segnalando però che l’economia è in stagnazione con rischio di recessione e il debito in costante aumento. In pratica rimanda ad Ottobre il Governo.

I due contendenti soci del Governo giallo verde Salvini e Di Maio non smettono di punzecchiarsi anche con bordate pesanti.

La magistratura non perde l’occasione e come ormai consuetudine arriva puntuale a mettere il naso con la sua azione opportunamente resa pubblica attraverso i giornali.

Un tentativo di indebolire il partito di Salvini che fa paura ai nostri sinistri , ovunque essi operino?

È così che le questioni di principio, le politicamente corrette, sovrastano tutti gli altri problemi veri seri e concreti che vengono messi in frigorifero .

I sondaggi dicono che i rapporti di forza tra i due schieramenti,dopo le elezioni saranno ribaltati, con le probabili e logiche conseguenze sull’attività di Governo.

Ci troveremo , se così fosse, con il Paese che indica la Lega e il centro destra come maggioranza e un Parlamento dove queste forze non sono maggioranza.

Il nostro primo ministro che più volte ha confermato con le sue decisioni di essere pro M5S, cosa farà? Di Maio allo stesso modo,diventato minoranza nel Paese cosa farà?

Sarà il momento nel quale non si potranno più CONGELARE i problemi, che andranno affrontati con un’azione decisa e incisiva.

Un altro mese di surplace,IN ATTESA DELLE EUROPEE.

21 Apr

Buona Pasqua?

La festività della Pasqua arriva quest’anno con una serie di domande sempre più pressanti sulla sorte del nostro Governo Giallo Verde.

L’ormai famoso contratto stipulato dal MCS e dalla Lega continua a mantenere l’uovo del Governo intero, nonostante le numerose crepe che ormai lo caratterizzano, e che potrebbe rompersi andando in pezzi ad ogni momento.

La continua diatriba tra i due vice premier, che da due punti estremi affrontano i problemi nazionali, aumenta le crepe i dissapori e la distanza tra i due.

La stampa nazionale non aiuta a calmare le acque, anzi esattamente il contrario. Una stampa ancora tutta pervasa dagli effetti del vecchio Governo del PD che aveva messo in piedi una macchina di propaganda pervasiva, e che in assenza di cambiamenti continua a soffiare sul fuoco.

Anche la magistratura , come sempre si dà da fare: un fenomeno che ben conosciamo.

Il parlamento si prende ben diciassette giorni di vacanza, nonostante i numerosi problemi sui quali lavorare.

Nasce spontanea la domanda anche in questo giorno di festa.

BUONA PASQUA?

13 Apr

Le nuove politiche del Governo “giallo verde”.

DILETTANTI ALLO SBARAGLIO

Il Governo del cambiamento dei Penta Stellati e della Lega da poco installatosi nella stanza dei bottoni, sta con visibile fatica e difficoltà, tentando di mettere in pratica l’accordo, per noi tutti, il “Contratto”.

Una prima nella storia della Repubblica Italiana che rappresenta più che una novità una sorpresa per tutti noi che abbiamo vissuto anni di politica nazionale gestita dai partiti tradizionali.

Vale la pena di riassumere in breve l’accaduto.

I risultati dei passati Governi, che sono sotto gli occhi di tutti, non piacciono alla maggioranza degli Italiani che, alle ultime elezioni del 4 marzo votano in modo diverso dal solito scegliendo il Movimento Cinque Stelle e la Lega alleata al centro destra.

Le due formazioni politiche durante la campagna elettorale avevano toccato i tasti giusti che arrivati direttamente alla pancia della maggioranza degli elettori, si sono convinti di votarli.

Il risultato eclatante per entrambi, ha penalizzato i vecchi partiti e in particolare il PD che non avendo accettato di colloquiare col Movimento Cinque Stelle, non ha alternative se non restare all’opposizione.

I balletti del nostro Presidente Mattarella, ostico al centro destra e ancor più a un Berlusconi redivivo e tornato candidabile, ritardano la soluzione e la formazione di un Governo.

Infatti pur avendo ricevuto un buon numero di voti, oltre il 37 per cento, alla coalizione di centrodestra non viene affidato l’incarico di tentarne la formazione.

La situazione di stallo dura parecchio e Mattarella che non ne vuole sapere di permettere un tentativo della destra, prima sponsorizza occultamente un accordo M5S col PD, ma poi visto il rifiuto di Renzi di allearsi al MCS, e la sua non voglia di far ripetere le elezioni, pensa ad un governo guidato da Cottarelli.

L’impasse allunga ancora di più i tempi.

Berlusconi, resiste per un poco di tempo, ma alla fine permette a Salvini, divenuto con le elezioni leader della coalizione di centrodestra, di andare avanti e tentare la formazione di un governo, probabilmente sicuro che non sarebbe riuscito.

I programmi delle due anime una di sinistra del M5S di Di Maio e l’altra di destra della Lega di Salvini sono antitetici e incompatibili, ma nonostante ciò, la pervicacia dei due leader alla fine vince tutte le resistenze. Nasce così un ibrido sulla base della firma di un Contratto che definisce una serie di cose da fare.

Le due formazioni sono come l’acqua e l’olio, due elementi che non stanno insieme se non agitati e mantenuti in continuo movimento: un’emulsione.

Tutti quelli che hanno conquistato posizioni di favore nel tempo, magari con metodi poco trasparenti, sono spaventati dal nuovo che promette di cambiare le cose, e sono pronti a vendere cara la pelle.

La paura fa 90 dice la smorfia, e qui la paura genera una reazione che da sola mette in evidenza il fatto che la nuova compagine mette davvero a rischio i privilegi di tutti quelli che se li sono attribuiti a danno degli altri cittadini, a cominciare dai vitalizi o alle pensioni d’oro.

La Casta, in sintesi, si ribella.

La decisione su chi dovrà essere nominato Primo Ministro viene affrontata come ultima e Di Maio e Salvini entrambi presentatisi alle elezioni con l’ambizione di fare il primo ministro, duellano a lungo, mettendo a dura prova la pazienza e i disegni di Mattarella.

Alla fine trovano una soluzione e fatto entrambi un passo indietro, presentano un professore e avvocato, l’avvocato Giuseppe Conte come primo ministro: un’altra novità di questo Governo: ad occupare una posizione importante come questa va una persona che non è stata eletta.

Il professor Giuseppe Conte, che si presenta come l’avvocato degli Italiani, avrà la funzione di sintetizzare le discordi necessità dei due vice primi ministri e delle rispettive formazioni politiche, impedendo all’emulsione di decantare: compito arduo, assolutamente indispensabile in questa situazione.

Il professore , oltre alla preparazione universitaria all’esperienza e ai modi gentili ma fermi, parla quattro lingue in modo fluente e si dimostra adatto allo scopo.

Sarà in grado di capire in modo corretto cosa diranno i vari personaggi internazionali che incontrerà nell’espletamento delle sue funzioni e di farsi capire e la sua preparazione come avvocato, gli permetterà di muoversi senza inciampare nell’intricato e insidioso percorso.

L’elenco delle diatribe tra i due vice ministri e quello degli interventi del Primo ministro Conte è lunghissimo. I sondaggi continuano a marcare la crescita della Lega, che ormai ha surclassato il Movimento Cinque Stelle.

Sarà così sino alle elezioni Europee ,dopo le quali, stabilite le relative posizioni determinate dal consenso e il nuovo equilibrio delle forze in campo, vedremo se l’azione del Governo potrà continuare o addirittura se esisterà ancora un Governo.

Intanto le previsioni di crescita e il livello del deficit fatti all’inizio della legislatura, ridefinite dopo la battaglia fatta con la Commissione Europea, peggiorano ulteriormente.

Proprio ieri la crescita stimata è dello 0,2 percento, un decimo dell’originale. Senza crescita addio ai posti di lavoro, col debito che cresce in continuazione.

Chi oggi governa purtroppo non ha mai lavorato e conosce le cose per sentito dire o per i suggerimenti che altri come loro, inesperti e sognatori gli propinano.

Intanto ,l’Italia continua la sua discesa sul piano inclinato del quale non si vede la fine.

Sembra d’assistere alla Corrida, la famosa trasmissione della televisione condotta da Corrado.

Questa è condotta dai nostri Viceministri e dal Premier Conte:

dilettanti allo sbaraglio.

SI TAV NO TAV E IL RESTO……

14 Mar

D9A79D1A-D92A-48FC-B460-29A67E38621F.jpegDopo alcune settimane di continue discussioni alla televisione con programmi di ogni tendenza politica, finalmente hanno trovato il modo di allungare i tempi della decisione e hanno rimandato il tutto a sei mesi,con l’idea di discutere tutto il progetto con la Francia e l’Europa.

L’abilità di Conte, il nostro primo ministro avvocato , è servita a togliere dalla scomoda situazione il governo delle contrapposizioni, e delle indecisioni. Nessun vinto e nessun vincitore.

Salvini si mostra accomodante e continua a dichiarare che il governo durerà cinque anni. Quale è il suo vero progetto ? Il suo pensiero e le sue azioni sono sopratutto a far passare il tempo e sperare che il vero sassolino che ha nelle scarpe che si chiama Berlusconi finisca per sparire.

Con Forza Italia che sale nei sondaggi e supera il dieci per cento delle intenzioni di voto, Salvini sa che in prospettiva, una crisi di governo lo costringerebbe a fare comunque i conti con Berlusconi, e questo a lui non piace proprio.

Non gli rimane che tirare per le lunghe sperando che il suo alleato-nemico o svanisca per sempre o comunque decida di togliersi dalla politica per stanchezza fisica.

Il vecchio leone però non demorde e continua con la sua politica di richiamo del figliol prodigo a staccare la spina e tornare a casa.

Intanto che Salvini fa il suo gioco e Di Maio va avanti col suo programma di dispersione di denaro pubblico col suo reddito di cittadinanza, chi dovrebbe investire rimane alla finestra o peggio ancora guarda e va altrove. Perché investire e rischiare in un Paese come il nostro dove i contratti non si rispettano le leggi si fanno con effetti anche retroattivi e la giustizia non funziona?

Il gioco del rinvio e dell’attesa continuerà fino al dopo elezioni europee di Maggio, e quello sarà il momento della verità, Le decisioni che verranno prese determineranno il vero percorso di questa legislatura.

Nei giorni che seguiranno vedremo i comportamenti dei due soci di governo e cercheremo di capire e individuare i possibili risultati.

Intanto la TAV ASPETTA.

PD il Pendolo dei Dubbi

7 Apr

È mio diritto fare un governo afferma in modo certo DI MAIO che sembra non dare adito a possibili cambiamenti di rotta , e dall’altra parte SALVINI ribatte : è la nostra COALIZIONE DI CENTRO DESTRA che ha più voti, e quindi siamo noi a dover provare a fare un Governo.

Il risultato delle elezioni svolte il 4 di Marzo non lasciano scelta, chi vuole governare deve drenareo voti dalle altre formazioni politiche e in questo gioco il PD sonoramente ridimensionato si trova in mezzo ai due pretendenti.

RENZI si è dimesso quasi subito , a parole , rimandando però di farlo in modo definitivo dopo il congresso,mantenendo quindi il suo controllo reale sul partito.

Cosa abbia in mente Renzi fa parte solo delle ipotesi che da più parti sono state sussurrate senza troppa convinzione o argomenti a sostegno delle varie tesi.

Il PD è vero ha perso una buona parte del suo consenso e si ritrova ridimensionato e in balia di una guerriglia interna che aumenta la confusione e l’ incertezza, ma la sua posizione e quella classica dell’ago della bilancia.

Una sua decisione di appoggiare una o l’altra delle due parti che si contendono il diritto di provare può cambiare in modo radicale il panorama attuale e definire quale sarà la direzione che prenderà il nostro Paese, e non è cosa di poco conto. Sarà il PD o il partito si sfalderà ulteriormente dando luogo ad una nuova formazione, che si alleerà col centrodestra?

Io sono convinto che alla fine sarà proprio così che finiranno le cose.

referendum 2016 :NO. 59,11 %!!

5 Dic

Al di là di ogni aspettativa i cittadini italiani sono andati a votare in massa e hanno detto NO accumulando un numero di voti che arriva al 59,11% contro un 40,89: uno scarto enorme di voti, nonostante le manovre, gli stratagemmi messi in atto dal governo Renzi, la presenza massiccia in TV  e il supporto della stampa di regime sia interna che estera.

Sentire dire che il NO sia la vittoria di uno o dell’altro è un vizio dei politici italiani ,anche se questa volta ascoltando i vari interventi pochi si avventurano in tale affermazione, e potrebbe essere il segno di una maturazione.

Diverso invece l’atteggiamento di chi ha sostenuto il SI e ha  perso. La sorpresa è stata tale che non si sono ancora ripresi. Basta guardare con attenzione le espressioni che si leggono sui visi stralunati e tristi di chi fino ad ieri rideva in modo spocchioso e di sufficienza tipico delle sinistre quando sono al potere, per capire che dovremo sorbirci tutta una serie di distinguo e di arrampicate sugli specchi.

Chi ha votato sì? certamente i 13 milioni di voti non sono tutti del PD, come alcuni esponenti tentano di far intendere.Molti elettori stanchi delle solite cose hanno votato si abbagliati dalla parola “cambiamento” senza andare a fondo nell’esame dei contenuti e dei rischi connessi e derivanti dalle aperture e o chiusure ad arte introdotte. Si sono dimenticati anche che è la legge elettorale che combinata con le modifiche alla Costituzione mettono il Paese a rischio di avere un solo uomo al comando.

Questo voto non ha quindi un padrone unico nè del SI nè del NO, come ben sanno quelli che si occupano di politica ma che hanno dimostrato di sapere  anche i cittadini molto più maturi di quello che i politici  in genere pensano di loro.Il No  esprime molti sentimenti diversi tra loro, un NO espresso da persone di varie tendenze politiche e quindi non assegnabile a uno o all’altro schieramento o  partito.Molte sono le ragioni del NO:

-La personalizzazione voluta dal premier Renzi ha convinto gli elettori contrari per varie ragioni a non lasciarsi perdere l’occasione di poter finalmente (dopo tre governi senza elezioni)  andare ai seggi e votare NO.

-L’avversione ad un Governo che nessuno aveva eletto ma che era il frutto di un progetto che veniva da lontano, quando cioè Napolitano con l’aiuto di politici traditori interni (Fini) e politici e poteri forti esterni all’Italia, con un vero complotto ormai acclarato dai fatti emersi nel tempo,costrinse Berlusconi a dimettersi per poter instaurare un governo tecnico,quello di Monti gradito alle forze che lo avevano ordito.

-Il non gradimento dell’atteggiamento spocchioso di Renzi, dell’arroganza, della   presunzione di superiorità   da lui espresse  in moltissime se non in tutte le occasioni .

-Le  numerose promesse mai mantenute,un vero Pinocchio.

-Il gioco delle tre carte messo in atto dal governo che si era specializzato ad eliminare le cose cambiandone solo il nome,o spostandone i costi da un posto all’altro, pensando che i cittadini non se ne sarebbero accorti.Molti i sono sentiti presi in giro o considerati degli stupidi.Vedi la faccenda delle Province , del Senato per citarne solo due delle tante.

-La contrarietà al modo col quale la costituzione sia stata modificata  a colpi di maggioranza e di fiducie,indigeribili.

-L’ ostilità di una parte del PD estromesso di fatto dalle decisioni del governo, che ha trascinato anche gli altri gruppi di sinistra ad esprimersi in modo negativo.

-La politica messa in atto sul problema dell’immigrazione e della sua maldestra gestione attraverso le cooperative,della faccenda dello “ius soli”che nasconde un malcelato intento di portare a casa dei voti alle sinistre nel futuro.

-La diversa visione dei problemi e delle loro soluzioni dei partiti di centro e centro  destra e destra ha convinto i  sostenitori ad andare   cambiando a sorpresa un atteggiamento che nelle ultime consultazioni non si era verificato, votando NO.  Io sono convinto però che non tutti hanno votato NO, molti in modo superficiale si sono lasciati convincere dalla parola “cambiamento” senza verificarne la vera sostanza.

Potrei continuare con un elenco più dettagliato ma credo che le cose citate siano più che sufficienti per concludere che l’alta percentuale dei NO è un segno di maturità politica dei cittadini Italiani, che non solo non hanno accettato le modifiche alla Costituzione ma votando No hanno espresso la loro contrarietà al Governo, che ora si dimette.

Speriamo solo che il nostro Presidente Mattarella sappia indirizzare le cose nella giusta direzione: fare una nuova e migliore legge elettorale in sintonia con la situazione ormai tripolare,per  mandare poi  gli italiani alle urne.

 

 

 

 

 

Terroristi, cosa li muove? L’isteria della fede.

17 Mag

Ieri sera l’ennesima notizia della scoperta di cellule dormienti dei terroristi islamici in Italia, riempie i notiziari e alimenta le discussioni dei vari personaggi che da diversi punti di vista tentano di dare spiegazioni del fenomeno del terrorismo.
Dire che l’Islamismo  come religione è responsabile del fenomeno come molti affermano, e così  mettendo tutti gli islamici nella stessa  barca, mi sembra sbagliato, ma è anche vero che tutti i terroristi dei quali parliamo si dichiarano islamici, e quindi……. come spiegare ciò che accade?
Come può una religione diventare il suggeritore di azioni violente ed esecrabili come  quelle messe in atto dai terroristi e come spiegarsi che in realtà , colpendo in modo indiscriminato chi viene  ucciso spesso fa parte del mondo islamico.
Nemmeno classificandoli”fondamentalisti ” o “integralisti” si riesce a dare la spiegazione di tanta ferocia. E poi questi non solo ammazzano ma si fanno esplodere, si suicidano. Sono malati di mente? Sono dei pazzi quindi? Cosa in realtà li spinge a tanto?
Janete ieri sera mi ha chiamato e mi ha dato la spiegazione.
Si tratta di persone che agiscono in uno stato alterato di coscienza come ipnotizzati che hanno ricevuto un comando che frulla nella loro mente, un comando  che non sono in grado di tacitare, e che al momento opportuno li fa agire.
Isteria della fede e assenza di volontà propria? Domani chiedo spiegazioni più dettagliate a Janete per completare questo racconto in modo più aderente col suo pensiero.
Janete mi ha appena confermato che le ragioni profonde del comportamento dei terroristi si possono rissumere in una sola frase: ISTERIA DELLA FEDE

Ricordi di famiglia, la storia delle spine elettriche.

15 Mag

Arrivata la primavera , è arrivato anche il momento di mettere mano ai locali che sono diventati il ricettacolo di tutto ciò che, non avendo una sua ubicazione è finito nel mucchio , stivato a caso in uno dei posti che io chiamo:dove lo metto questo?
Ecco , è il piano terra di casa, che ha cambiato nel tempo destinazione ed uso svariate volte. Il locale, allo stesso tempo è il luogo dove sono raccolte le cose che sono state conservate in base ad un sentimento senza mai pensare al loro valore commerciale e il luogo dove ancora mi diverto lavorando alle varie idee e ai progetti di cose da realizzare. Un posto magico dove mi sento bene e dove il tempo passa senza che io ne percepisca lo scorrere e che solo la sveglia che mi ricorda che devo prendere la pastiglia mi riporta a prendere conoscenza delle ore  che sono passate.
È qui dentro che ho imparato praticamente tutto ciò che so in particolare a progettare stampi macchine e prodotti sotto la guida di mio padre Giuseppe, un padre eccezionale e un vero genio della meccanica, al quale dedicherò una cospicua parte dei miei ricordi in altri capitoli.
La mia formazione scolastica, chimica industriale, pur avendomi permesso di conoscere le regole e i principi basilari del disegno e della meccanica non mi avrebbero mai permesso di fare progetti complessi come quelli che invece realizzai grazie a papà.
Ieri appunto, rovistando in uno dei contenitori verdi di polietilene nei quali c’è di tutto, mi capita in mano una spina elettrica di colore avorio.
Resto un attimo fermo quasi stupito di vedere la prima spina che mio padre realizzò nel lontano 1952, per conto di una fabbrica di Milano, la FMC fabbrica milanese conduttori.
I ricordi riaffiorano velocemente e rivedo
chiaramente il giorno nel quale tutto è iniziato, con persino le parole le frasi importanti che sono rimaste impresse nella mente , un ragazzino di 11 anni.

Era la bella mattina di sole di una domenica di primavera. La nostra famiglia abitava in alcuni locali in affitto della vecchia filanda annessa alla villa del signor Barbieri, l’ultimo di una delle famiglie facoltose del paese di quell’epoca.
Suonano al campanello di casa, mia madre apre la porta e si trova davanti un signore molto distinto che chiede se è li che abita il signor Nava Giuseppe, quello che lavora la plastica.
Papà era fuori in giardino, sul quale si affacciavano sia le porte di casa che le finestre del laboratorio.
Lo ricordo con la sua vaiana nera con le maniche rimboccate, e con in mano la sua matita. Certamente stava lavorando a qualche progetto maturato nottetempo che richiedeva un momento di riflessione.
L’atmosfera e la pace del giardino come affermava spesso lo aiutavano a trovare le soluzioni più adatte.
A dividere la casa e il laboratorio c’era un portico lastricato ,coi sassi tondi dell’Adda, chiuso da un cancello in ferro battuto dal quale per chi veniva da fuori si poteva vedere una parte del giardino, ed era lì che questo signore stava ed è li che mio padre lo accolse col suo fare cordiale e allegro.
“Buongiorno , sono il signor Maggi della FMC di Milano.”
“Buongiorno, venga dentro” rispose papà.
Si accomodarono nello studiolo , e io che ero stato chiamato e presentato con orgoglio al signor Maggi entrai con loro;seduto al fianco di papà fui testimone di tutta la chiacchierata, uno dei tanti momenti istruttivi e indimenticabili.
Il signor Maggi tirò fuori dalla borsa in pelle un oggetto, una cosa color marrone che mise sulla scrivania. La guardai e subìto mi parse veramente brutta, piena di bave e con la superficie striata:un segno indicatore di uno stampaggio non corretto. Già avevo imparato a riconoscere se un pezzo stampato era buono o no, la mia era una immersione totale nel lavoro di famiglia,l’argomento principale anche se per mia fortuna non l’unico.
“È capace di fare questa spina? “disse il signor Maggi che continuò spiegando che loro la volevano lucida senza striature, una spina di qualità , che oltre al bell’aspetto doveva essere fatta con un PVC di assoluta qualità e , con proprietà isolanti e di durata senza problemi.
Infatti quella che aveva mostrato era veramente di cattiva qualità e con un odore acido molto accentuato che, curioso come sempre, dopo averla sottratta a papà avevo odorato e sentito subito.
“Certamente “rispose mio padre, le mescole di PVC le facciamo noi qui in fabbrica ” e così dicendo prese dal cassetto una manopola da bicicletta similcorno.
Bellissima lucida esattamente come quelle di corno in uso in quegli anni.
“Non vogliamo spine di corno” disse subito il signor Maggi.

Sul viso di papà si dipinse un sorriso gentile e ironico allo stesso tempo. “Vede questa manopola è di PVC fatta con il nostro materiale e la nostra macchina di stampaggio speciale, anche questa progettata e costruita qui”, qui facciamo anche gli stampi.
Ricordo solo una frase del signor Maggi” Bene, se lei è capace di fare questa spina come la vogliamo noi ce ne saranno migliaia da fare e le farà la sua ditta” “mi dica quando potrebbe farmi dei pezzi di campione perché io lo stampo non ce l’ho e quindi lei deve anche fare lo stampo”
“Quanto vuole spendere per le spine” ribadì papà. Devo capire se posso impegnarmi o no” “quarantacinque lire l’una”disse Maggi.
Dopo una rapida verifica sul suo Bloch notes ” il prezzo che lei mi propone è troppo basso penso che si possa fare per non meno di sessanta lire se sono davvero migliaia. Se le va bene , qui la mano e venga tra una settimana e troverà i suoi campioni”
“Questo è il nostro marchio e lo vorremmo mettere qui al centro più la dicitura brev. FMC sul tappino.
Le lascio anche gli inserti metallici” disse il signor Maggi.
“Sicuro tra una settimana? ”
“Certamente, vada tranquillo”
La domenica successiva il signor Maggi si presentò puntuale a casa nostra, dove con sua grande sorpresa trovò un quarantina di spine perfette come non la aveva mai viste, sulla scrivania. Mancava solo il marchio e la scritta perché l’incisore di Bergamo, il signor Marchesi, non aveva fatto in tempo.
I complimenti si sprecarono e arrivò anche la promessa che ci sarebbe stato il primo ordine di 1500 pezzi quanto prima. “Devo comunque prima parlarne con il signor Rognoni il nostro amministratore per confermare che ho scelto lei come fornitore ” e così dicendo dopo avere salutato e dato un buffetto sulla mia guancia disse “ciao pinella”si congedò.
Lo stesso signor Maggi dopo una settimana ed era ancora una domenica, portò il primo ordine di 2000 spine a sessanta lire cadauna.
Con l’ordine ci consegnò due sacchetti di parti metalliche, necessarie alla produzione.
Quella domenica pranzammo tutti in casa nostra, mamma Elena aveva fatto il coniglio in salmì una sua ricetta famosa tra gli amici di casa. Il pomeriggio trascorse in un’atmosfera cordiale e allegra, sino a sera.
Fu così , che un colloquio franco e una stretta di mano senza contratti e tanti fronzoli, iniziò la collaborazione con la FMC, che durò per più di vent’anni con grande soddisfazione di entrambi , colma di esperienze e risultati interessanti.
La prima spina fu la capostipite di una gamma di articoli , vastissima.
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